Risparmi, pensioni e buste paga: il 31 dicembre è arrivata la patrimoniale nascosta

La patrimoniale è “segreta” nel nostro Paese e molto scoprono di pagare in base al proprio deposito solo quando i soldi sono stati prelevati

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Adobe – Bonificobancario.it

Ogni qualvolta nel nostro Paese si accenna solamente alla patrimoniale, ecco la grande levata di scudi da parte dei ricchi. In passato, quando qualche timido tentativo di legge c’è stato, si è subito gridato quasi all’esproprio anche se in effetti si trattava di un piccolo prelievo e non di una vera e propria patrimoniale

Alcuni non sanno che puntualmente ogni anno a dicembre lo Stato attinge dai depositi bancari o postali che siano. Il problema è che succede anche quando i depositi non sono alti.

Patrimoniale sui depositi da 5mila euro all’anno

Tra le tante tasse da abolire, eliminare questa sarebbe davvero il caso. Esiste dal 1972 e da allora la legge è stata cambiata varie volte. È l’imposta di bollo e oggi consiste nel prelievo di 34,20 euro per i conti intestati a persone fisiche che nell’anno hanno avuto una giacenza media di 5.000 euro e oltre.

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La pagano anche le aziende ma nel loro caso di pari a 100,00 euro. Considerando l’inflazione che erode i risparmi, che la vita costa sempre di più e che 5.000 euro oggi valgono molto meno, se un governo dovesse abolirla otterrebbe certamente il favore di buona parte della popolazione.

Ma abolire una tassa non è mai facile perché quell’entrata bisogna trovarla comunque altrove. Fatto sta che lo scorso 31 dicembre un giovane che con sacrificio ha accumulato qualche piccola grande cifra, ha trovato sul conto un segno meno per questa tassa quasi nascosta.

Molti infatti non sono neanche a conoscenza dell’esistenza. Lo scoprono proprio nel momento della verifica.

Nello specifico, l’imposta di bollo sul deposito titoli è introdotta nel 2012 col decreto Salva Italia del governo Monti e riguarda tutti gli strumenti finanziari (dunque azioni, obbligazioni, fondi comuni, certificati di deposito, ETF).

Sui depositi titoli vale lo 0,20% del valore totale degli strumenti finanziari posseduti. Il calcolo viene realizzato sommando i valori degli strumenti finanziari in possesso del risparmiatore al 31 dicembre.

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Fa fede l’estratto conto depositi titoli redatto e inviato al risparmiatore come base imponibile su cui viene applicare l’imposta. Dunque viene pagata considerando l’invio della comunicazione. Nella maggior parte degli intermediari finanziari ciò avviene con cadenza trimestrale o semestrale.