Evasione fiscale: era sparito un milione di euro

Un manager di Busto Arsizio indagato per evasione fiscale ha sottratto al fisco più di un milione di euro usando fatture inesistenti.

Evasione fiscale manager Varese indagato fisco
(Adobe)

L’ennesimo caso di evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato si è concluso male per un manager di Varese, attualmente condannato a 3 mesi di reclusione. Ma non solo, poiché al manager, impiegato in un’azienda che si occupa di produrre articoli in materie plastiche, hanno pignorato beni per un valore di circa 319mila euro. Le indagini nei suoi confronti sono avvenute in più riprese.

Nel 2016, ad esempio, si è conclusa una prima verifica da parte della guardia di finanza rispetto alla sua condotta fiscale risalente al periodo 2011-2014. All’epoca il varesotto ha sottratto al fisco beni per più di un milione di euro, facendo ricorso in modo sistematico a una serie di fatture false.

Evasione fiscale a Varese: beni pignorati e reclusione per un manager d’azienda

Ed è proprio in quella occasione che l’uomo è stato denunciato alla polizia di Busto Arsizio, che ha avviato indagini nei suoi confronti. All’epoca il processo penale dell’uomo si è concluso con un patteggiamento e oggi, ormai nel 2023, la guardia di finanza ha disposto la confisca dei beni per circa 319mila euro. In Italia, inoltre, la frode fiscale è un reato penale, punibile quindi con la reclusione.

Non si tratta di certo del primo né dell’ultimo caso di evasione fiscale e frode. Uno dei casi più recenti riguarda un consulente finanziario di Parma, indagato per aver sottratto al fisco più di 3 milioni di euro. Durante il periodo che va dal 2009 al 2017, infatti, sembra che il broker avrebbe nascosto al fisco almeno 3 milioni di euro, provenienti dal fondo di medico fiorentino, anch’egli indagato e condannato per frode fiscale.

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Oppure quello di tre società di logistica di Milano, con poli di distribuzione nella zona del Pavese, che avrebbero creato una grande rete di evasione fiscale. Confiscando allo Stato beni per un valore di più di 1,5 milioni di euro. In particolare è stato evidenziato un versamento Iva mancante per 870mila euro riguardante l’anno 2020. E 700mila euro di crediti di imposta inesistenti per il 2018.

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