Nuovo codice appalti pubblici: moltissimi lavori senza gara

Nuovo codice appalti pubblici, deroghe e introduzione del dissenso qualificato: quali sono le novità che introduce la norma

Nuovo codice appalti pubblici
Pixabay – Bonificobancario.it

Digitalizzazione, deroghe per i cantieri, e semplificazione: soprattutto l’ultima è la parola più usata nel governo che presenta quanto stabilita dal Consiglio dei Ministri. L’approvazione è definitiva poiché è stato attuato l’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, “recante delega al Governo in materia di contratti pubblici”.

Esulta il ministro della Infrastrutture Matteo Salvini: “Per fare una gara si risparmieranno da sei mesi ad un anno” ma tante gare non si faranno.

Nuovo codice appalti pubblici, rischi e novità

Come riporta Il Sole 24 Ore, con le nuove norme il 98% dei lavori pubblici sarà senza gara. Il nuovo codice infatti pone come soglia 5 milioni di euro. Il giornale ha calcolato considerando l’assegnazione di lavori pubblici del 2021: il 98,27% non ha raggiunto questa cifra.

Per i piccoli cantieri, continua il quotidiano economico, ci sono tre strade. La prima è l’affidamento diretto obbligatorio per gli appalti al di sotto dei 150mila euro. La seconda la procedura negoziata senza bando ma con cinque inviti per gli appalti fino a un milione di euro. Infine un’altra procedura sempre senza bando ma con dieci inviti per gli appalti che sono tra 1 e 5,38 milioni di euro.

Libera, l’associazione attiva nell’antimafia, e la stessa Anac, dunque l’anticorruzione, hanno espresso perplessità perché la velocizzazione delle pratiche può lasciare campo libero alla criminalità organizzata nell’impossessarsi degli appalti.

Affidamento diretto fino a mezzo milione

I punti più importanti delle nuove norme sono le deroghe per i cantieri, il dissenso qualificato e la Banca Dati Nazionale dei contratti pubblici attiva dal 1 gennaio 2024. Con l’introduzione del dissenso qualificato le amministrazioni hanno un potere più limitato per fermare i lavori. Fino a 500mila euro i piccoli Comuni potranno procedere con l’affidamento diretto e saranno semplificate anche le procedure del subappalto. Inoltre sarà obbligatorio adeguare dei prezzi in caso di rincari dei materiali.

Novità anche con l’appalto integrato con il quale sarà possibile attribuire con una stessa gara il progetto e l’esecuzione dei lavori. Nel progetto della digitalizzazione degli appalti rientra la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, sotto l’egida dell’Anac, che consentirà a tutti i cittadini di accedere agli atti.

Con l’istituzione del Consiglio superiore dei lavori pubblici è prevista la riduzione dei termini per la progettazione con l’ente che esaminerà i progetti.

Confermato l’obbligo di inserimento delle clausole di revisione dei prezzi per le quotazioni in appalto quando si verifica una variazione del costo superiore alla soglia del 5%, con il riconoscimento in favore dell’impresa dell’80% del maggior costo.

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