Decreto Lavoro, gli effetti pratici sul contratti a tempo determinato

Il varo del Decreto Lavoro da parte del Governo presieduto da Giorgia Meloni, di fatto, modifica nella sostanza la normativa relativa all’occupazione a partire dalla stipula del contratto a tempo determinato. Tutte le novità

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Contratto tempo determinato (Foto Twitter – bonificobancario.it)

Lo scorso primo maggio, in concomitanza con la Festa dei Lavoratori, il Governo guidato da Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha approvato il Decreto lavoro. Questa scelta ha portato diverse novità su molti fronti, tra i quali, aggiornamenti sulla situazione futura del reddito di cittadinanza e sul taglio del cuneo fiscale.

Uno degli interventi discussi ha, in aggiunta, riguardato anche l’eventuale modifica dei contratti a termine, quelli cosiddetti a tempo determinato. Nello specifico una clausola che ne facilità il rinnovo o l’estensione. Questo nuovo decreto prevede di intervenire sulla stretta precedentemente imposta dal Decreto Dignità.

Secondo il decreto, sarà possibile rinnovare un contratto lavorativo a termine allo scoccare dei 12 mesi. Non potrà però estendersi fino a 24. Questo potrà però essere prorogato solamente se, la durata originale del contratto, risulta inferiore ai 24 mesi.

Contratto a tempo determinato, cosa cambia da maggio 2023

Ed in secondo luogo dovrà essere rinnovato per un massimo di 4 volte nell’arco totale di 24 mesi. Superate le quattro, il contratto si convertirà automaticamente da determinato ad indeterminato. Lo scatto avverrà automaticamente alla quinta proroga. La situazione cambia nel caso di contratti sottoscritti prima dell’entrata in vigore del decreto. Se allo scoccare del ventiquattresimo mese, questo non fosse stato esteso ad indeterminato, allora dovrà, da chi di dovere, essere corrisposto un bonus una tantum a titolo di azione di Welfare.

Questo dovrà avere il valore di 500 euro. con il passaggio da determinato a indeterminato, per il lavoratore, non sarà più presente da contratto, una data definitiva per il termine del lavoro. Mentre per i contratti a tempo determinato è invece chiara fin dal momento in cui il nuovo lavoratore, pone la sua firma sul contratto.

La situazione porterà grandi miglioramenti per i lavoratori di questo periodo storico. Migliaia di giovani combattono ogni giorno, per riuscire a raggiungere la tanto agognata ricompensa, che in questo caso consiste nell’essere indeterminati. E mettere quindi da parte una certezza economica che tanto tende a nascondersi

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