Partita IVA, il patto per per la gestione delle fatture elettroniche

È in arrivo un progetto del Governo Meloni per rendere meno complessa la vita dei titolari di Partita IVA. Ecco di cosa si tratta

Il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, nella recente riforma fiscale, quella che nelle prossime ore verrà presentata, in seconda lettura, all’esame dell’Aula del Senato, ha fatto una richiesta importante. Una richiesta che, nei precedenti tentativi, non mai era riuscita a vedere la luce. Vediamo di cosa si tratta.

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Partita IVA (Foto Canva – bonificobancario.it)

Parliamo, nel dettaglio, degli oltre due miliardi di fatture elettroniche che ogni anno vengono esaminate in sede di concordato. Con la riforma saranno il totale, non superabile, di quelle previste per ogni periodo d’imposta. Questa è, infatti, la base, cumulabile di anno in anno, del nuovo concordato preventivo biennale. Come detto in passato diversi tentativi sono stati fatti negli anni in tal senso. E, come già accennato, questa procedura ha ricevuto una fortissima spinta da parte del Viceministro Leo.

Partita IVA, i nuovi limiti ai controlli delle fatture

Tentativi simili si sono già presentati per questa misura specifica, ma questa non sembrerebbe essersi lasciata abbattere dalla sconfitta delle precedenti. Lo strumento indicato da Maurizio Leo sembra essere fortemente intenzionato a giocare d’anticipo sui contribuenti e portare questi ultimi all’adempimento spontaneo. Essenzialmente si intende una volta per tutte, cambiare il modo in cui lo stato fronteggia la lotta all’evasione.

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Parita IVA fattura elettronica (Foto Creative Commons – bonificobancario.it)

Inseguire dopo aver monitorato più di 2,5 milioni di partite IVA. queste di cui si parla al momento sono strettamente osservate e sottoposte ai rigorosi controlli delle pagelle fiscali. I forti numeri di questa parte di contribuenti sicuramente non sono facili da essere tenuta sotto controllo. L’Agenzia delle Entrate non dispone di numeri capaci di far fronte a queste problematiche, ne al momento ne con l’aumento recentemente ipotizzato. Da quei il recente tentativo del Viceministro.

Far girare i molti dati già a disposizione, in aggiunta poi a quelli che si prevede arriveranno nei prossimi anni. Proporre in fine vincoli più reali e sopportabili. Un nuovo calcolo che essenzialmente vincolerebbe i contribuenti a due singoli anni a prescindere dagli incassi, anche nel caso in cui questi dovessero poi dimostrarsi più fruttuosi del previsto. La fattura elettronica a questo punto rappresenterà, senza dubbio alcuno, la prima ed inderogabile fonte di informazione. Potrebbe rivelare a questo punto molti più dettagli dell’attività interessata, sia a livello economico che soprattutto a livello fiscale.

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