La giustizia non è infallibile: a quanto ammonta il risarcimento per erronea carcerazione

Risarcimento per ingiusta carcerazione o errore giudiziario: vi siete mai chiesti a quanto ammonta? Quali sono le cifre erogate dal ministero dell’Economia

Risarcimento cercerazione Martelletto giudice
Martelletto giudice – Foto da Pixabay

La giustizia non è infallibile e ogni anno sono perpretati errori giudiziari che portano dietro le sbarre o agli arresti domiciliari persone a cui vengono sottratti giorni della propria vita senza che ve ne sia motivo.

Queste ingiuste carcerazioni o custodie cautelari che, a volte, possono durare mesi o anni interi devono essere necessariamente risarcite in un modo o nell’altro a chi le subisce. Certo, niente potrà restituire la libertà sottratta, nè la macchia di una reputazione infangata. Ebbene si, viviamo nell’epoca dei social, dell’informazione diffusa ai massimi livelli, anche a livello distorto. Molti, seppur giudicati innocenti, rimangono poi marchiati per il resto della loro esistenza. Quale cifra potrebbe mai cancellare un simile evento? Lo Stato Italiano ha calcolato un indennizzo per questi casi particolari.

Carcerazione ingiusta ed errori giudiziari: a quanto ammonta il risarcimento?

Risarcimento cercerazione
Carcere – Foto da Pixabay

Non è necessario che le persone che richiedano un risarcimento per ingiusta carcerazione siano state condannate, purché abbiano subito una restrizione della propria libertà a causa di un procedimento giudiziario o che siano state confinate agli arresti domiciliari o alla custodia cautelare e siano risultate innocenti alla fine del processo.

La domanda da inoltrata presso la Cancelleria della Corte d’Appello del distretto giudiziario in cui è stata pronunciata la sentenza o, in caso di sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, presso la cancelleria della Corte d’Appello che ha emesso il provvedimento. Va consegnata entro due anni dall’emissione del proscioglimento.

Lo stato impone un limite massimo nel totale del risarcimento per ingiusta carcerazione o detenzione: la cifra è pari a 516.456,90 euro. Si devono considerare numerose variabili: tipo di reato, condizioni della detenzione stessa, durata, presenza in cella di altre persone, lontananza dei familiari dal luogo di detenzione, ecc.

L’indennizzo è pari a 235,82 euro al giorno. Come si arriva a questa cifra? Facendo un semplice calcolo matematico. Dividendo l’importo sopra citato (516.456,90 euro) per la durata massima della custodia cautelare in carcere, che è di sei anni (2190 giorni). In un anno si arriva quindi a 86.074,30 euro.

Negli ultimi quattro anni i risarcimenti di questo genere hanno raggiunto in Italia 180 milioni di euro. Tuttavia, Mauro Oliviero, magistrato della Corte dei conti ha sottolineato un fatto interessante: “Le Corti d’appello non usano lo stesso metodo nel fissare gli indennizzi perché fanno riferimento a non sempre univoci orientamenti della Cassazione”. Ci ritroviamo di fronte a indennizzi di diverse entità a seconda della procura in cui ci troviamo.

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Fatto ancora più increscioso? La quasi assenza di azioni disciplinari nei confronti dei magistrati negligenti.