Lezioni private: tutte le indicazioni da seguire per mettersi in regola

Lezioni private. Gli insegnanti che danno ripetizioni sono tenuti a seguire delle norme dettate dalla legge. Tutto quello che c’è da sapere al riguardo senza incorrere in rischi

Lezioni private
Lezioni private – Foto da Pixabay

Con la ripartenza della scuola e l’inizio di interrogazioni e conseguenti valutazioni da parte degli insegnanti, vengono a galla alcune difficoltà da parte di qualche studente. I più volenterosi che vogliono approfondire delle materie e non rimanere indietro, ricorrono sempre più spesso all’ausilio di lezioni private e ripetizioni fuori dall’orario scolastico.

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Per alcuni docenti questo diventa un modo per arrotondare lo stipendio o, per altri, è addirittura un lavoro in piena regola in attesa di poter accedere ai concorsi o mentre si aspetta le convocazioni. Esistono delle regole ben precise per effettuare il cosiddetto doposcuola. Scopriamo quali sono per attenersi alle disposizioni di legge.

Lezioni private: come effettuarle rimanendo in ordine con il fisco

Libri, lezioni private
Libri, lezioni private – Foto da Pixabay

Secondo il Testo Unico n. 297 del 1994, il docente che vuole impartire delle lezioni private deve seguire norme precise. Innanzitutto, se svolge lavoro regolare in un istituto, deve comunicare la volontà di effettuare questa seconda attività al Dirigente Scolastico che ha facoltà di concedere o negare il permesso.

In secondo luogo, il docente non può in alcun caso impartire lezioni a un alunno che frequenta la scuola presso cui insegna, anche se è iscritto in una classe differente.

Quali sono le regole che riguardano la situazione fiscale? Se l’attività è svolta in maniera saltuaria, i compensi possono essere giustificati come reddito di lavoro autonomo. É comunque necessario emettere una ricevuta di prestazione occasionale. Se la cifra supera i 77,47 euro bisognerà apporre una marca da bollo da 2 euro.

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Se invece le lezioni private sono impartite in maniera sistematica e si superano i compensi di 5mila euro l’anno, sarà necessario aprire una partita iva. Con il regime forfettario i primi cinque anni prevedono una tassazione del 5% che aumenta al 15% per gli anni seguenti.

Bisognerà iscriversi alla gestione separata dell’INPS, versando quindi i contributi previdenziali. I docenti di ruolo, inoltre, sono soggetti alla flat tax dettata dalla Legge di Bilancio 2019, ossia un’imposta fissa, sostituitiva dell’Irpef, pari al 15%.