Aumento del prezzo del carburante? Cosa sta accadendo

La notizia lascia sempre l’amaro in bocca agli automobilisti e motociclisti. Il prezzo del carburante è in aumento. Ecco perché.

Benzina
(Markus Spiske – Pixabay)

Il carburante è fondamentale per tutti noi, per spostarci, per viaggiare. Senza di esso la nostra vita sarebbe molto diversa. Sono in arrivo, però, cattive notizie in merito al costo che continua a salire. In questo articolo vi spiegheremo tutti i motivi di questo rialzo inaspettato.

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Perché il prezzo del carburante è in aumento? I motivi sono molteplici

Benzina
(Alex Fox – Pixabay)

La notizia ha lasciato di stucco i consumatori che non immaginavano un ulteriore aumento del prezzo del carburante. Una spesa non da poco che andrà a incidere in modo considerevole sui bilanci delle famiglie già molto provati dalla crisi economica provocata dalla pandemia.

Un aumento che si riversa sul costo dei trasporti sia pubblici che privati. Il prezzo della benzina arriva a 1,918 euro al litro, il diesel 1,780 e il Gpl 0,785.

Aumenti importanti che riguardano anche il metano, il carburante green, che quasi raddoppia arrivando a costare fino a 1,794 euro al litro. Chi, per risparmiare, aveva deciso di comprare un veicolo a metano, meno performante ma molto più ecologico, oggi è rimasto quasi fregato.

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Ma quali sono i motivi di questo incremento dei prezzi che grava così tanto sulla spesa delle famiglie italiane? Innanzitutto l’aumento delle materie prime, tra cui, appunto, il petrolio. Questo è il vero motivo della stangata.

Poi, ci sono anche le ripercussioni dovute al Covid-19. Basti pensare che la benzina costa il 16% rispetto al 2020 con un esborso di ulteriori 266 euro all’anno per la verde, e 230 euro in più per il diesel.

La benzina continua ad aumentare – spiega Carlo Rienzi del Codacons – e costa oggi il 17% in più da inizio anno, e il +21,4% rispetto allo stesso periodo del 2020“.

L’aumento – continua Rienzi – è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre aumentano i costi per le imprese“.