Pignoramento del conto corrente, attenti alla scadenza: quando avviene

È molto prossima la data cruciale in seguito alla quale accadrà il pignoramento del conto corrente se non si è in regola con il Fisco.

Pignoramento del conto corrente cosa succede
Pignoramento del conto corrente cosa succede Foto dal web

Pignoramento del conto corrente, dal 2 novembre 2021 si procederà in tal senso e la cosa riguarderà le cartelle esattoriali comprese a partire dall’8 marzo 2020. Per chi ha delle pendenze in corso d’essere relative a questo periodo, si rende necessario saldare il tutto entro il secondo giorno del penultimo mese dell’anno.

In caso contrario ecco scattare il pignoramento del conto corrente. In base a quanto riportato all’intero del Decreto Cura Italia, risulterà sufficiente il saldo di anche una sola rata se ce ne sono di più da dovere onorare.

Come noto, a causa dell’emergenza pandemica i pagamenti erano stati bloccati. Ora però per non incappare nel pignoramento del conto corrente sarà necessario pagare almeno la prima rata, dopo che ad ottobre 2020 l’allora Governo Conte aveva stabilito una sospensione per quanto riguarda le riscossioni dovute all’Agenzia delle Entrate.

Ed a quella proroga ne hanno fatto seguite delle altre. Ora però è giunto il momento di rimpinguare le casse dell’Ente. Tra l’altro non si rischierà solamente il pignoramento del conto corrente ma anche, eventualmente, lo stipendio o la pensione di chi è moroso. Una cosa che potrebbe toccare ad esempio a chi riscuote una pensione.

Pignoramento del conto corrente, quando potere fare ricorso

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L’Agenzia delle Entrate in alcuni casi può procedere pure con il pignoramento di beni mobili ed immobili, in caso di mancata riscossione. Pignorare cc e beni avviene se dopo sessanta giorni il cittadino non ha ancora ottemperato ai propri obblighi finanziari, versando quanto dovuto.

In tale situazione l’Agenzia delle Entrate si mette in contatto con la banca del diretto interessato e questi verrà informato del tutto. Il blocco avviene in automatico e non più con la necessità di dovere passare per il tribunale.

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Ci sono comunque delle situazioni tali da presentare spazio per un ricorso. Ad esempio quando si ritiene che la comunicazione della AdE sia priva di informazioni importanti come riferimenti precisi alle cartelle esattoriali contestate.

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Il pagamento avviene online tramite accesso con SPID, carta di identità elettronica o carta nazionale del servizi nella apposita sezione Rateizzazione del sito dell’Agenzia delle Entrate. Lì sono presenti i bollettini precompilati. Oppure si può pagare negli uffici postali, nella propria banca di riferimento o presso le ricevitorie Lottomatica e Sisal.