Bilancio nero per l’automotive: drastici cali nelle immatricolazioni

Il mese di ottobre è stato particolarmente nefasto per il settore dell’automotive: registrato un importante calo nelle immatricolazioni.

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(Getty Images)

Continua a registrare cali nelle immatricolazioni il settore dell’automotive. Dopo mesi in negativo, ottobre ha purtroppo restituito un nuovo record in negativo. In Europa i numeri non sarebbero clementi: le nuove vendite sono scese sotto soglie critiche. Il trend, però, parrebbe in inversione o quantomeno in via di attenuazione.

Automotive, crollo delle immatricolazioni nel mese di ottobre

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Nessuna casa automobilistica sarebbe scampata alla critica discesa delle immatricolazioni in Europa. Stando a quanto riferito dall’Ansa Stellantis e Volkswagen avrebbero reso noti dati particolarmente allarmanti. A fare un quadro completo della situazione l’Associazione europea dei produttori di automobili.

Sarebbero, infatti, 798.693 i veicoli in meno immatricolati nel mese di ottobre, il che in termini percentuali si traduce in un -29%. Su scala annuale, ci sarebbe stato solo un timido aumento pari al 2,7%. Purtroppo questo trend aveva iniziato a palesarsi già nel mese di settembre e con l’autunno non si è avuta la ripresa sperata. Ciò anche a causa dell’assenza di semiconduttori che hanno costretto diversi stabilimenti a stoppare la produzione.

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Per non parlare della recrudescenza del Covid che adesso sta nuovamente stringendo forte nella sua morsa il Vecchio Continente ed il Sud-Est Asiatico dove la componentistica poc’anzi citata viene prodotta. Le proiezioni delle varie produttrici, avrebbero però mostrato una tendenza al miglioramento. Tuttavia rimangono solo pronostici.

L’UE per correre ai ripari prima che la situazione si aggravi ulteriormente ha già iniziato ad avanzare la proposta di sovvenzionare l’apertura di stabilimenti che producano semiconduttori.

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Sostanzialmente il calo di immatricolazioni si sarebbe registrato nell’intero continente – ad eccezione di Irlanda e Cipro. Forte la discesa per la Germania, patria dei motori, rispetto all’anno scorso, dove la diminuzione si è attestata al -34,9%, ma non peggio per Italia e Francia rispettivamente a -35,7% e -30,7%.

Da non sottovalutare anche l’aumento dei costi di energia che avrebbe messo in ginocchio la stragrande maggioranza dei produttori.

Tra le case maggiormente colpite dalla brusca discesa Volkswagen e Stellantis che hanno patito duramente il crollo, con vendite ai minimi.