Evasione fiscale, il Governo Draghi cala l’asso: cosa cambia da maggio

L’Evasione fiscale rappresenta uno dei buchi neri dell’economia italiana, ma il fenomeno, almeno in alcuni settori della vita economica del Paese, sembra avere davvero le ore contate. Ecco cosa cambia dal mese di maggio 2022

Evasione fiscale
Evasione fiscale (Foto Twitter)

L’Evasione fiscale, in Italia, rappresenta una delle zavorre, anzi la zavorra per eccellenza, dell’economia nazionale. Basta leggere alcuni dati per rendersene conto. Dal 2016 il Ministero per l’Economia e Finanza, in acronimo MEF ha attivato una specifica commissione che ha la funzione di osservatorio sul livello di tasse evase.

La Commissione, ogni 365 giorni, genera un rapporto che viene poi consegnato ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Repubblica. Ed i dati dal 2017 al 2021 sono davvero drammatici.

Il cosiddetto tax gap, l’indice creato dalla commissione del MEF per misurare la distanza tra tasse dovute e tasse versate, indica un valore medio nei quattro anni di 108 miliardi di euro. Praticamente una intera Legge di Bilancio. Tra le tasse maggiormente evase si segnalano l’IRPEF da lavoro autonomo, quella da lavoro dipendente essendo assolta alla fonte ha percentuali irrisorie, l’Imposta sul Valore Aggiunto, l’IVA e l’Imposta Municipale Unica, l’IMU.

Tutti fattori che il Governo guidato da Mario Draghi nello scorcio finale di legislatura, che ricordiamo va a scadenza naturale a marzo 2023, ha deciso di aggredire; partendo, in prima battuta, da una serie di interventi sulle micro evasioni. Azioni che nelle intenzioni possono permettere una prima consistente riduzione del Tax Gap.

Evasione fiscale, Draghi cala gli assi

Carte di credito
Carte di credito (Foto Twitter)

Parliamo nello specifico di azioni sulla lotteria degli scontrini, sul monitoraggio del Superbonus 110%, sulla fattura elettronica in dote ai titolari di Partita IVA in regime forfettario e soprattutto sullo screening dei pagamenti attraverso il POS.

Tutti interventi che hanno lo scopo di individuare, con indici e spese pilota, gli evasori e gli elusori fiscali. Vediamo le azioni nel dettaglio, azioni che saranno inserite nel nuovo Decreto Semplificazioni-

Decreto che, secondo gli analisti, di fatto rappresenta la base di partenza della Riforma fiscale complessiva. L’obiettivo, palese e molto ambizioso, è di ridurre l’evasione fiscale del 40% entro l’anno 2026 anno in cui, guerra permettendo, finiranno i benefici del PNRR il Piano Nazionale di Riprese e Resilienza.

La mossa più importante riguarda le fatture elettroniche che diventano obbligatorie anche per i titolari di partita Iva in regime forfettario. Un colpo netto e chiaro alla tracciabilità delle prestazioni e dei pagamenti.

La seconda mossa riguarda le carte di credito, i bancomat ed i pos. In primis verrà creata una mappatura complessiva di chi utilizza gli strumenti di pagamento elettronico. Una gigantesca anagrafe del fenomeno. Ad esso si aggiunge l’incentivo all’utilizzo dei POS nei pagamenti. Gli esercenti che ne rifiutano l’uso sono passibili di una multa da 30 euro a transazione rifiutata più il 4% del valore della transazione stessa.

Altre due mosse, considerate minori ma potenzialmente molto efficaci, riguardano la lotteria degli scontrini e il Superbonus 110%. La prima non sarà più attivata con il codice a barre che rende identificabile il partecipante ma con un Q-R Code utilizzabile tramite App. Il secondo prevede di rendere obbligatorio l’invio all’ENEA della pratica per accedere al bonus già all’avvio della procedure.