Insegnanti, come si guadagna di più: nuovo percorso per diventare prof

Insegnanti, l’aumento in busta paga slegato all’anzianità. Crediti, tirocini e formazione dopo la laurea: cosa prevede la bozza

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Il mese scorso c’è stato l’atteso concorso per i docenti, due anni dopo la presentazione della domanda. Messe in archivio le polemiche relativi agli altissimi numeri dei bocciati, ora si guarda avanti con la riforma del sistema per diventare insegnanti di scuola e l’obiettivo di fare il concorso ogni anno.

Nella giornata di martedì 12 i ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e dell’Università Cristina Messa hanno presentato la bozza di Pnrr relativa alla “Riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento degli insegnati“. Una delle novità più importanti dal punto di vista economico è che per gli aumenti in busta paga bisogna partecipare a dei corsi formativi su base volontaria.

Insegnanti, nuovo sistema per accedere alle cattedre

Secondo la bozza, dal 2024 per diventare insegnante delle scuole medie e superiori bisognerà seguire un percoso di formazione che prende il via dopo l’ottenimento della laurea. Come per gli insegnanti di sostegno è previsto un corso a numero chiuso, un anno di studio in più con tirocinio ed esame finale.

Gli aspiranti professori dovranno conseguire anche 60 crediti formativi in discipline psico-pedagogiche e antropologiche. Una volta ottenuto anche questo titolo si potrà l’abilitazione che consente di accedere al concorso pubblico.

Per quanto riguarda i tempi di approvazione, spiega il Corriere.it, è molto improbabile che il provvedimento possa essere pronto per giugno per bisogna ancora limare alcune questioni. Di certo c’è che lo scherma della bozza è simile al vecchio sistema della Ssis, la scuola di specializzazione per insegnare abolita nel 2009. Un capitolo a parte per gli insegnanti precari: per loro è prevista la possibilità di accedere al concorso senza formazione aggiuntiva ma come requisito devono avere almeno 36 mesi di insegnamento.

Capitolo soldi. Importanti novità – ma ricordiamo, si tratta sempre di una bozza – per quanto riguarda gli aumenti in busta paga che non saranno legati all’anzianità di servizio perché potrebbe esseci la “formazione in servizio“. In pratico anche dopo aver ottenuto un contratto con la scuola pubblica, si potrà restare aggiornati nella propria materia.

Sono corsi di formazione ai quali si partecipa su base volontaria (l’obiettivo è specializzare i professori sempre di più) con cinque percorsi diversi della durata quadriennale, riconosciuto con una busta paga più pesante.