Tasse non riscosse, il debito verso lo Stato è da capogiro

Tasse non riscosse, quanti sono i miliardi di euro che in totale molti italiani hanno come debito nei confronti del Fisco?

Tasse
Tasse (foto Piaxbay)

Quello delle tasse resta un argomento sempre caro (in tutti i sensi) in Italia. Chi si infuria (a buon motivo) perché è troppo alta l’evasione, chi invece cerca di evitarle come la peste, creando un danno enorme alla collettività. Ma a quanto ammonta il debito che milioni di italiani hanno verso lo Stato? In tutto mancano all’appello 1.100 miliardi di euro, secondo Il Sole 24 Ore.

Se si chiedesse a ogni italiano cosa farebbe per tutti se potesse disporre di questa cifre, ognuno risponderebbe a modo suo. C’è chi investirebbe maggiormente nella scuola, chi nella sanità, chi nelle assunzioni, chi aiuterebbe le famiglie in difficoltà e tanto altro ancora.

Ernesto Maria Ruffini, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, udito dalla Commissione Parlamentare sul Federalismo fiscale, ha affermato che dal 2015 il Parlamento è consapevole, in quanto informato formalmente, della ingestibilità del cosiddeto “magazzino del non riscosso“. Sono circa 16 milioni i cittadini che devono soldi allo Stato e la situazione tende a peggiorare visto che ogni anno sono 70 miliardi di euro i crediti che vanno a riempire ancora di più questo magazzino.

Tasse non riscosse, come fare

Anche noi abbiamo scritto spesso di Rottamazione, un modo per venire incontro ai cittadini debitori, ma secondo il direttore dell’Agenzia, non sempre c’è stato l’effetto sperato. Ciò significa che molti preferiscono non pagare con lo sconto e forse sperano di non pagare affatto, attendendo un condono.

Da anni si parla di una riforma fiscale che porti ad abbassare le tasse (la pressione in Italia è altissima, anche per via proprio dell’evasione) e che consenta a tutti di pagare il giusto. Forse più che preoccuparsi prima di far pagare tutti, bisognerebbe assicurare che chi non ha pagato finora lo faccia e poi risistemare il resto. Insomma, ci vorrebbe una riforma del fisco che metta al primo posto la lotta all’evasione fiscale.

Negli ultimi anni sono stati pensati vari strumenti per invogliare i cittadini a pagare in modo tracciabile e non in contanti. C’è stato il Cashback (abolito ma forse prossimo al ritorno), la Lotteria degli scontrini, e il governo sta pensando a nuove misure.

Proprio la Lotteria potrebbe essere modificata, cercando di far partecipare più persone mentre sul fronte della “caccia” agli evasori, si vorrebbe sanzionare pesantemente chi si rifiuta di ricevere i pagamenti con il Pos.