Amazon, la denuncia: “Lavoratori cronometrati per andare in bagno”

Amazon, la denuncia del sindacato Cigl a Torino: “Puniti se non rispettano i tempi”. La replica dell’azienda

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Foto Ansa

Se per andare in bagno non si rispettano i tempi dettati da un algoritmo, si rischia una sanzione. È questo quanto denuncia la la Filt Cgil Torino e Piemonte. Secondo i sindacati questa pratica è emersa dalla vicenda di una giovane dipendente di 26 anni di Amazon del capoluogo piemontese, una addetta alla preparazione di pacchi in spedizione.

Luca Iacomino della Filt Cgil sostiene che l’azienda ha contestato alla propria dipendente di aver sospeso l’attività lavorativa per venti minuti all’1,15 di notte, abbandonando la postazione di lavoro.

Un incontro tra azienda e sindacati c’è stato, via web, con Amazon che ha preso come provvedimento un giorno di sospensione, sostiene sempre il sindacato che per tale motivo ha tirato in ballo l‘Ispettorato del Lavoro. Questi ha dato espresso un giudizio a favore della lavoratrice annullando la sanzione disciplinare. Il motivo di tale decisione è era stata giudicata spropositata e anche priva di fondatezza.

Non è la prima volta che il colosso delle vendite online viene accusato di fatti simili nei centri dove si lavora per le spedizioni. Nel corso degli anni da diversi stabilimenti sono arrivate varie accuse. In solo in Italia come lo sciopero che ci fu a stabilimento di Piacenza (il primo nel nostro paese), ma anche in altre parti del mondo.

Diritti dei lavoratori, la corretta applicazione delle norme che regolano il lavoro e quelle del contratto nazionale sulla sicurezza negli ambienti: sono questi, dice Iacomino, i principi che il sindacato vuole difendere. Anche nei primissimi mesi della pandemia varie organizzazioni accusarono Amazon di non voler far rispettare il distanziamento pur di non rallentare la produzione.

Puntuale la replica di Amazon che accusa la Cgil di non dire il vero perché per pause non vengono cronometrate. Il bagno può essere usato dagli operatori del magazzino tutte le volte che sentono la necessità, sostenendo che la sicurezza sul lavoro è una prerogativa dell’azienda. Proprio per questo motivo Amazon chiede ai propri dipendenti di informare il responsabile quando si lascia la propria postazione.