Libretti postali, attento se il tuo è dormiente: la chiusura è prossima

In relazione ai libretti postali esiste anche il cosiddetto status di “libretto dormiente”. E l’argomento è delicato.

Un libretto di Poste Italiane
Un libretto di Poste Italiane (Foto Twitter)

Libretti postali, da decenni rappresentano uno strumento utile per milioni di cittadini che intendono trovare un modo sicuro per risparmiare. Con i libretti postali possiamo lasciare i nostri soldi ben protetti in deposito anche per anni, magari pure con l’intenzione di farli fruttare grazie agli interessi.

Il discorso che riguarda i libretti postali non è quindi solo di carattere meramente conservativo ma anche lucrativo. Dopo anni quello che avevamo lasciato lì potrebbe avere portato una graditissima maggiorazione.

Il retaggio dei libretti offerti dai servizi postali non risale certo all’altro ieri. Ormai questo sistema ha una certa storia ed affonda le proprie radici addirittura all’unità d’Italia. In linea massima il principio che vige oggi è lo stesso delle origini. E vede lo Stato fare direttamente da garante.

Tanti sono i motivi per scegliere un libretto delle poste. Oltre alla sicurezza ed alla immediatezza per potervi accedere, ci sono anche i bassi costi di apertura e di gestione. Se si supera la cifra in deposito di 5mila euro c’è da pagare una imposta da bollo pari a 34,20 euro per costi di gestione e patrimoniale.

Libretti postali, l’elenco di tutti quelli dormienti attualmente in corso

Nei casi di libretti vecchi di decenni, siamo di fronte ai cosiddetti “libretti dormienti”. Questo status rappresenta una anticamera della chiusura, in quanto da molto tempo non vengono compiuti movimenti ufficiali. La situazione in questione identifica quelli che hanno un saldo attivo di un minimo di 100 euro ed una assenza di movimenti, sia in entrata che in uscita, che dura da 10 anni.

Prima della chiusura però i titolari vengono avvisati della cosa e sollecitati a compiere una semplice operazione di deposito o di prelievo, allo scopo di “ravvivare” i suddetti libretti. Dopo la ricevuta comunicazione, se dovessero passare 180 giorni, ecco che avverrà la annunciata chiusura.

Ed i risparmi presenti finiranno al fondo Consap, che è stato istituito apposta per raccogliere i risparmi che confluiscono lì dai libretti dormienti. Per fortuna rientrare in possesso di tali cifre è facile. Basta presentare una semplice istanza e si riotterrà quanto spetta.

È presente un esaustivo elenco di libretti dormienti consultabile liberamente dal sito web ufficiale di Poste Italiane, nella sezione apposita. Elenco che è consultabile cliccando qui.