Truffa online, scattate sei misure cautelari nel padovano. Vittime in tutta Italia

Carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora per sei persone in provincia di Padova. Le misure cautelari sono scattate a seguito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica riguardo una ingente truffa online

 

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Personal computer (Foto da Pixabay)

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate mediante indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento on-line. Con queste gravissime accuse sono state poste in situazione di misura cautelare sei persone della provincia di Padova (non solo del capoluogo ma anche di Abano Terme, Montegrotto e Campodarsego e Strà – Venezia).

In carcere sono finiti un 25enne (a quanto pare la mente di tutta l’operazione, dotato di competenza tecnica informatica) e un complice di 50 anni; arresti domiciliari per un 49enne, per un 44enne e, infine, per un 39enne. Obbligo di dimora per un’ulteriore persona di 43 anni.

Truffa online: sei soggetti in provincia di Padova finiti nel mirino delle forze dell’ordine

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Truffa online (Pixabay)

Le indagini sono state indirizzate dalla Procura della Repubblica e portate avanti dalla Polizia di Stato di Padova. Gli indagati compivano truffe a discapito di numerose vittime sparse su tutto il territorio nazionale.

La frode consisteva in un vero e proprio atto di phishing con la conseguente sottrazione dei loro dati sensibili relativi a carte di credito e di pagamento. I malcapitati venivano contattati tramite sms con un avviso allarmante relativo a un (inesistente) problema di sicurezza nel loro conto corrente.

Erano poi indirizzati a cliccare su un link, simile a quello del proprio istituto bancario, nel quale dovevano inserire i dati personali e le credenziali per accedere al proprio conto on-line. Il gioco era così fatto: venivano derubati in questo modo dagli astuti truffatori.

A quanto pare, gli indagati eseguivano successivamente varie operazioni di ricarica o di recupero del contante tramite Pos e Atm. Usavano il denato sottratto illegalmente per l’acquisto di beni e servizi come telefoni di alto livello o gratta e vinci da reinvestire in bitcoin nelle province di Padova, Vicenza, Venezia e Treviso. Si dedicavano, inoltre, alla compra-vendita di sostanze stupefacenti.

Le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato un computer, varia documentazione, numerose scatole relative a spedizioni di merce e prove di diversa natura ai danni dei sei indagati; inoltre, sono state già individuate diverse migliaia di euro, restituite in parte a una delle vittime.