Assegno Unico, genitori separati: come funziona

Assegno Unico, come si fa quando i due non stanno più insieme? Qual è l’Isee di riferimento? Cosa dice la legge

Assegno Unico
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L’assegno Unico è ufficialmente è in vigore dal 1 gennaio. Da quel giorno è possibile fare domanda e i primi versamenti sono arrivati a marzo. Sono dunque due mesi che gli italiani stanno prendendo dimestichezza con la nuova misura che è andata ad assorbire tante altre esistenti precedentemente in sostegno dei figli e della famiglia.

In questo tempo sono stati tanti i chiarimenti da parte dell’Inps sui diversi aspetti. Di recente l’Istituto di Previdenza ha spiegato come funzionano i meccanismi delle maggiorazioni, come chi e perché alcuni nuclei familiari hanno diritto ad assegni più sostanziosi.

Uno dei punti importanti e che riguardano moltissimi cittadini è la questione dei genitori separati o divorziati che hanno figli che rientrano nella fascia d’età (dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni).

Assegno Unico, si considere l’Isee del genitore convivente

In questi casi si fa riferimento all’Isee del genitore che vive con il figlio per il quale viene elargito l’aiuto economico. La norma sull’Assegno Unico prevede che in caso di affido congiunto dei figli per i genitori che non stanno più insieme, l’importo deve essere ripartito del 50% ad ognuno dei due.

Ciò però avviene se non esiste una sentenza in cui è stabilito che i contributi per i figli spettino solo a uno dei due. L’Assegno si calcola con l’Isee del genitore convivente solo perché è una misura per i figli, infatti da maggiorenni i soldi si possono ricevere anche direttamente.

Il genitore dunque viene visto solo come il “depositario” dei soldi del figlio minorenne. Per questo motivo si fa riferimento a quell’Isee perché il calcolo deve avvenire in base alla condizione economica della casa dove vive il figlio.

L’assegnazione avvine quindi a prescindere dalla situazione economica dell’altro genitore. Quest’ultimo, non convivente, partecipa attivamente alle spese di mantenimento dei figli con gli assegni, e non sarebbe giusto determinare il 50% spettante sull’Isee del genitore convivente perché il fine dell’Assegno Unico è proprio aiutare i genitori a mantenere i figli.

A proposito di Isee e Assegno, in modo del tutto informale è arrivata la proposta del segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Intervenendo agli Stati Generali della natalità, ha detto che andrebbe rivista l’idea di usare l’Isee per l’Assegno Unico perché l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente va rivisto rispetto a come è fatto oggi.