Assegno Unico, c’è una maggiorazione: quali sono i casi

Assegno Unico, l’Inps ha spiegato quando si possono avere più soldi ogni mese: dipende dal lavoro dei genitori e da altri fattori

Assegno Unico
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A marzo sono stati erogati i primi pagamenti per l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni. Da allora l’Inps ha pubblicato vari messaggi, diversi chiarimenti su come e chi può accedere alla misura se sussistono determinate situazioni.

Nel messaggio numero 1714 del 20 aprile scorso l’Istituto ha spiegato l’articolo 4, comma 8, del decreto legislativo n. 230/2021 (quello che istitutisce l’assegno), prevede della maggiorazioni se entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro. Consiste in un aumento di 30 euro se il figlio è minore.

La stessa cosa avviene se i redditi che sono assimilati al lavoro dipendente quindi la pensione, se frutto di lavoro autonomo o d’impresa così come quelli derivanti da prestazioni sportive professionistiche non occasionali.

Assegno Unico, più soldi se il figlio è invalido

I casi di maggiorazione sono anche altri. È previsto infatti un aumento per ciascun figlio successivo al secondo pari a 85 euro per ogni mese. Ricordiamo che per chi ha un Isee pari o inferiore ai 15mila euro è previsto l’importo massimo, ossia 175 euro, ai quali si aggiungono le maggiorazioni.

Queste sono anche previste in caso di figli con disabilità: 105 euro al mese se il soggetto non è autosufficiente, 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro se la disabilità è di livello medio. Ma ci sono casi che riguardano anche la madre, ad esempio 20 euro in più se lei ha meno di 21 anni. Infine maggiorazione forfettarie per i nuclei familiari composti da 4 o più figli ed è di importo pari a 100 euro mensili.

Tra le varie domande chae risponde l’Insp c’è quella in merito alla compatibilità e al calcolo della misura con il Reddito di Cittadinanza.

In questo caso l’importo mensile del Reddito va moltiplicato per la Scala di equivalenza relativa ai figli minori, dividendo il risultato per la scala di equivalenza complessiva. Essa è pari a 0,4 oer un maggiorenne, 0,2 per un minorenne 0,2.

Se ad esempio in una famiglia con due minorenni il Reddito di Cittadinanza è pari a 500 euro bisognerà calcolare 500 x 0,4 (i due figlii a 0,2)/ 1,8 (con 1 il numero richiedente RdC) +0,4 per i due maggiorenni (i genitori) e x 0,2 per i due minorenni. Il risultato è 111,11.

Allora, infine, l’Assegno Unico sul Reddito di Cittadinanza sarà di 238,89 perché con un Isee inferiore ai 15 mila euro con due figli si ha diritto a 175 euro quindi si procederà: 175 x 2 (350), ai quali dobbiamo sottrarre 111,11, il risultato sarà appunto di 238,89 euro.