Prelievo sul conto corrente, attenzioni agli avvisi che stanno arrivando

Prelievo sul conto corrente, è concreto queato rischio? Cosa sta succedendo presso l’Agenzia delle Entrate

Prelievo sul conto corrente
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Duro intervento del Fisco. Come riporta ItaliaOggi l’Agenzia delle Entrate sta preparando un maxi piano di riscossione, anzi, sarebbe già iniziata con l’avvio di tanti avvisi che riguardano ben 16 milioni di contribuenti italiani.

Alle lettere bisognerà rispondere in tempi non proprio lunghi, anzi trattandosi di faccende burocratiche e di soldi si può dire che sono stretti, solo 5 giorni. Se non si risponde ecco che scatta la riscossione con prelievo coattivo, pignoramento del conto corrente e degli immobili e fermo amministrativo e anche pignoramenti immobiliari.

Ma vediamo nel dettaglio e on ordine di cosa si tratta. Cerchiamo di capire innanzitutto cosa ha dettato questa mole immensa di avvisi. La causa sarebbere l’immensa mole di crediti non incassati dalle Entrate e che dunque nella pratica sono soldi che rischiano di finire nel nulla con un mancato gettito per lo Stato molto grande.

Del resto che ci fosse un problema di questo genere non è una cosa nuova. Già in sede istituzionale si era parlato di questo accumulo che stava diventanto troppo grande. Lo aveva fatto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini quando era stato uditoin commissione Camera-Senato riunite. In quell’occasione aveva parlato di un magazzino delle cartelle fuori controllo con debiti fiscali ancora da saldare. Una quantità enorme di oltre un miliardo e cento milioni di crediti con la giacenza che arriva anche a 21 anni e quattro mesi.

Prelievo sul conto corrente, cosa c’è scritto nelle lettere

ItaliaOggi scrive che sono arrivate tantissime segnalazioni da parte di professionisti i cui clienti hanno ricevuto le comunicazioni di Agenzia delle Entrate-Riscossione, ex Equitalia.

Ma quali precisamenti i contenuti della comunicazioni? Riportano le pendenze complessive che hanno i contribuenti e si dovrebbero fare delle voci perché alcune potrebbero essere già decadute.

Condizionale d’obbligo perché si resta nel campo delle ipotesi così come è un’ipotesi che tutto possa trasformarsi in uno tsunami fiscale. Ruffini nella sua audizione di aprile aveva chiesto al Parlamento di intervenire. Le cartelle pronte sarebbero circa 130-140 milioni per un valore numero di 230 milioni di credito.