Fisco, pressione troppo alta: l’Ue bacchetta l’Italia

Fisco, il nostro paese deve sfruttare i fondi europei per realizzare le famosi riforme invocate da molto tempo

fisco
AnsaForo

Fin da quando l’Europa per uscire dalla pandemia aveva annunciato il Pnrr, in Italia tutti i politici dicevano quasi in coro che era un’occasione che il nostro paese non doveva farsi sfuggire e che ci sarebbe dovuta essere attenzione su come spendere i soldi, utili innanzitutto per realizzare le famose riforme di cui si parla da anni.

A sostenerlo è anche la stessa Commissione Europea in una raccomandazione che sarà presentata nella giornata di lunedì 23 maggio.

Il problema nel nostro paese restano le tasse perché è alta la pressione fiscale, fenomeno che non aiuta il mondo del lavoro. L’Ue sottoline che bisogna ridurre le aliquote Irpef (e in effetti nella Legge di Bilancio 2022 è stato fatto), soprattutto quelle marginali, tagliare il cuneo, le tasse sul lavoro, mentre i valori catastali (anche qui il governo sta intervenendo con la riforma) sono considerati “obsoleti”. Troppo alte anche le tasse sull’energie che non aiutano la transizione verso energie più ecologiche e meno inquinanti.

La Commissione usa la stessa espressione cara ai rappresentanti dei partiti in questi anni, “riforme strutturali” che si possono realizzare, sostiene proprio con progetti finanziati dal NextGenerationEu.

Fisco, i fondi dell’Unione Europea contro la crisi attuale

Tra gli obiettivi anche le riforme e gli investimenti nell’istruzione, nel mercato del lavoro ma anche nei trasporti, così come il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione. A migliorare deve essere anche il contesto imprenditoriale che in Italia trova negli ultimi tempi terreno fertile nel dibattito nella Legge dsulla Concorrenza.

Un richiamo all’attenzione dei fondi arriva anche da Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per l’Economia ed ex capo del governo italiani. Senza il recovery, ha ricordato, si frenano le riforme e il paese rischia di entrare in recessione.

Un motivo in più per fare bene e non perdere l’occasione è la guerra perché l’invasione della Russia in Ucraina ha cambiato l’economia mondiale trasformandola in una frenata globale e le riforme, ha aggiunto, devono essere un antidoto alla stagnazione, soprattutto adesso che stiamo vivendo un’acuta fase di inflazione.