Tessera sanitaria, al via i controlli: multe da 100 euro

Tessera sanitaria sotto la streta vigilanza dell’Agenzia delle Entrate: perché l’ente lo controlla chi non invia i dati

Tessera sanitaria
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L’Agenzia delle Entrate tra le sue tantissime attività di monitoraggio accende i fari sulle tessere sanitarie. L’ente pubblica ha comunicato l’avvio una serie di sanzioni in caso di omessa, tardiva ed errata trasmissione dei dati. Ma perché l’Agenzie è interessata alla tessera sanitaria?

È un controllo sulle comunicazioni fatte al fisco per quanto riguarda le dichiarazioni precompilate, pertanto non riguarda tutte le persone che hanno in tasca la tessera.

Alcune aziende e istituti attivi nel campo sanitario, infatti, hanno l’obbligo di inviare al Sistema tessera sanitaria i dati che riguardano le prestazioni sanitarie erogate nei confronti delle persone fisiche che l’Agenzia utilizza per elaborare la Dichiarazione dei redditi precompilata, in vigore da qualche anno.

Quest’ultima infatti può portare a pesanti conseguenze dal punto di vista delle sanzioni amministrative se c’è una svista o un’imprecisione quando si inviano i dati della propria tessera sanitaria. Dettagli che ormai, com’è noto, bisogna prestare la massima attenzione anche in ambiti diversi ma che riguardano comuqnque il fisco. Ogni comunicazione non corretta, infatti, può essere sanzionata con 100 euro.

Tessera sanitaria, obbligo invio dati: i soggetti coinvolti

Ma a chi riguarda? Devono prestare attenzione i liberi alle comunicazioni che ricevono dal Fisco ma l’elenco è lungo. Riguarda anche aziende sanitarie locali e le ospedaliere gli
istituti di ricovero e cura di natura scientifica, i policlinici universitari, le farmacie pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale e le strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa.

La lista prosegue con i presidi e le strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari e gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

I soggetti coinvolti hanno l’obbligo di inviare al Sistema tessera sanitaria i dati che riguardano le prestazioni sanitarie che sono state erogate nei confronti delle persone fisiche affinché l’Agenzia li abbia a disposizione per poter lavorare alla Dichiarazione precompilata.

La multa pari a 100 euro si applica per ogni singolo documento di spesa, per espressa previsione normativa, senza possibilità di applicare “il cumulo giuridico”, spiega la stessa Agenzia nella risoluzione dello scorso 23 maggio.