Inflazione record, le rilevazioni dell’Istat non lasciano spazio a dubbi

Torna a salire l’inflazione nel mese di maggio: dopo un piccolo stop ad aprile, adesso i valori si attestano su un +6,9%.

Inflazione record dati Istat maggio
(Alexas_Fotos – Pixabay)

Valori come quelli del maggio che si appresta a concludersi non si registravano dal lontano 1986. Parliamo del tasso di inflazione che, stando alle rilevazioni dell’Istat oggi ha raggiunto un +6,9% su base annua con un aumento del +0,9% su base mensile.

Anche i prezzi del carrello della spesa salgono vertiginosamente, facendo fare un salto nel passato all’Italia di ben 36 anni. I beni alimentari, così come quelli della casa e della cura delle persone, starebbero sfiorando il +7%. Italiani sempre più tesi, dunque, per questi risultati che nient’altro fanno che confermare come l’attuale quadro economico stenti a riprendersi.

Inflazione, maggio fa registrare livelli record: valori così non si vedevano dal 1986

Inflazione record dati Istat maggio
(cineberg – Adobe Stock)

Sale vertiginosamente il tasso di inflazione che si attesta ad un +6,9%, valore molto vicino al catastrofico marzo del 1986 quando raggiunse il 7%. Questo, riporta l’Ansa, quanto rilevato dall’Istat secondo cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo avrebbe registrato un considerevole aumento pari a +0,9 punti su base percentuale mensile.

Dopo un aprile quasi statico, l’inflazione ha mostrato un rialzo di non poco conto. In proiezione, quindi, supponendo che l’indice rimanga tale per il resto dell’anno, il valore potrebbe essere pari al +5,7% per quanto attiene al generale e al +2,5% per la componente di fondo.

Ad aumentare anche il cosiddetto carrello della spesa, stabilizzandosi a valori di circa 36 anni fa. Lievitati catastroficamente i prezzi dei Beni alimentari, così come quelli relativi alla cura della casa e quelli della persona i quali sono balzati a +6,7%, rispetto al +5,7% del mese di aprile. A contribuire di certo il prodotti lavorati così come quelli ad alta frequenza d’acquisto.

Il quadro, quindi, desta non poche preoccupazioni soprattutto in ottica futura dove l’incertezza regna sovrana. La pandemia pare essere un lontano ricordo se paragonato al conflitto russo-ucraino che sta contribuendo in maniera determinante ad acuire criticità già preesistenti.

Purtroppo una vera e propria ripartenza stenta a prendere il via. Vero che il problema dell’inflazione ha sempre vessato l’Italia, ma è vero anche che in questo momento sta esasperando ancor più la situazione.