Anche le criptovalute piangono: la clamorosa recessione di Coinbase

La crisi economica miete vittime anche nel settore delle criptovalute, clamoroso il caso di Coinbase segnalata dagli analisti economici in piena recessione. Ecco cosa sta accadendo

Coinbase
Criptovalute (Foto Ansa)

Un settore che, secondo i principali analisti, sembrava davvero immune alla grave crisi economica che sta attraversando il Pianeta, inizia a cedere terreno. E di netto.

Parliamo del mondo delle criptovalute, per i meno avvezzi al tema la rappresentazione digitale di uno specifico valore, sia esso in monete, in beni mobili ed immobili oppure in servizi ad alto valore aggiunto, basati su di una specifica crittografia digitale.

Parliamo di un mondo, nato alla fine del primo decennio del 2000, più o meno tra il 2007 ed il 2009, e che negli anni ha avuto uno sviluppo impetuoso fino a generare, alla fine del 2021, circa 17.500 criptovalute. Cryptocurrency il nome effettivo.

Alcune delle criptovalute principali, Bitcoin, Altcoin ed Ethereum sono ormai stabilmente quotate presso il National Association of Securities Dealers Automated Quotation, in acronimo NASDAQ. Il famigerato mercato di scambio titoli presente presso la Borsa di New York.

Il mercato dove sono quotati i titoli delle aziende high tech, il mercato che secondo gli analisti deve fare da motore, da volano e da traino alla ripresa economica.  Mercato che, come detto, in queste settimane ha mandato un un segnale estremamente negativo. Nello specifico il segnale è arrivato da Coinbase società di scambio di beni digitali quotata al Nasdaq dal 14 aprile 2021 e segnalata in grave crisi.

La recessione di Coinbase

Coinsfera
Punto vendita di Criptovalute (Foto Ansa)

Secondo le informazioni fornite al mercato dalla stessa Coinbase la società, nonostante l’ingresso nel solido indice Fortune 500 ha deciso di bloccare tutte le nuove assunzioni, di licenziare le persone assunte da meno di tre mesi e, soprattutto, di non procedere al turnover con gli impiegati che si sono licenziati da giugno 2021 ad oggi.

Una scelta molto chiara dettata dalle “Condizioni del mercato e dai progetti di revisione del business” stando a quanto si legge nella comunicazione postata sulla intranet aziendale direttamente dal L.J.Brock, l’uomo scelto dai fondatori di Coinbase, Brian Armstrong e Fred Ehrsam, per guidare le politiche per il personale dell’azienda. Ma non solo.

Coinbase, nonostante ne avesse l’obbligo per la legge sulla trasparenza delle aziende quotata in Borsa, non ha comunicato la quantità effettiva di turnover non sostituiti e di impiegati neo-assunto rispediti a casa.

Un segnale pessimo sul versante delle criptovalute che il mercato ha colto in maniera talmente negativa da far crollare di oltre il 7,19% la quotazione del titolo. Il valore di Coinbase nella sola giornata di lunedì 6 giugno è passato da 69,47 a 66,69 dollari  per azione. E il peggio deve ancora venire.