Panico Monte Paschi di Siena: il conto si svuota, la truffa è virale

Continuano ad esserci tentativi da parte di alcuni malintenzionati di rubare le credenziali di accesso bancarie per poter rubare denaro. Anche Striscia la notizia ha voluto mettere in guardia i telespettatori sulle modalità di azione dei truffatori.

truffa monte paschi
(Pixabay)

Qualche giorno fa, qualche malintenzionato ha usato il nome di Monte Paschi di Siena per fare truffe online. La vicenda è stata riportata anche da Moreno Morello, in un servizio di Striscia la notizia andato in onda qualche sera fa. Questi ha messo in allerta i tanti telespettatori del noto programma di Canale 5. Il servizio viene lanciato da Gerry Scotti, affiancato come al solito da Michelle Hunziker in questa edizione.

Truffa Monte Paschi: in cosa consiste

truffa monte paschi
(Pixabay)

Un nuovo caso di phishing vicolo, ovvero di truffa telematica che avviene tramite click di un link presente in un sms che arriva alla vittima. Il link malevolo indirizza ad una pagina molto simile a quella della propria banca. Ma non solo. Spesso e volentieri sono presenti form dove viene chiesto di inserire utente username e password, oltre al numero di telefono per accedere al proprio conto bancario.

Nel momento in cui si inserisce il numero di telefono, la vittima viene ricontattata telefonicamente subito dal tuffatore che, spacciandosi per un operatore della banca, chiederà ulteriori dati di sicurezza della banca in modo da effettuare un bonifico istantaneo a suo favore.

Come spiegato nel servizio di Striscia la notizia, esistono dei veri e propri siti internet che danno la possibilità di acquistare dei pacchetti per l’invio di sms camuffati che possono richiedere di cliccare un link che rimandi ad una pagina internet.

L’unico mezzo per difendersi da questo tentativo di truffa è quello di sapere che gli istituti bancari non inviano mai link attraverso sms. Allo stesso modo bisogna tenere a mente che nessun operatore di banca chiederà mai dei codici telefonicamente.

Per fortuna, il vicepresidente della Codacons, Bruno Barbieri, ha spiegato anche che, se si denuncia la truffa immediatamente, molti istituti bancari sono obbligati a risarcire le somme rubate, per non aver messo in atto sistemi di difesa efficaci per questo genere di truffe.

Dal canto loro, gli istituti bancari stanno investendo molto sulla comunicazione, in modo tale da mettere sempre più in guardia da questo genere di truffa. Il metodo migliore per combattere questo fenomeno è sicuramente l’informazione.