Bonus edilizi, l’Agenzia delle Entrate chiarisce i dubbi: gli aggiornamenti

Bonus Edilizi, l’Agenzia delle Entrate fa il punto della situazione: ecco quali sono gli ultimi aggiornamenti.

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Uffici Agenzia delle Entrate (Foto da AnsaFoto)

Da due anni gli italiani si ritrovano a poter usufruire di vari bonus messi a disposizione dal Governo in aiuto alle famiglie più bisognose e con alcuni requisiti da avere per ottenerli.

Uno tra i tanti è il bonus edilizi sul quale si sono verificate varie problematiche e sono sorti dubbi da parte dei cittadini, viste le incongruenze e i misteri attorno ad esso. Così l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare per fare il punto della situazione al riguardo.

Bonus edilizi, l’Agenzia delle Entrate chiarisce la situazione

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare 27 maggio 2022, n. 19/E (testo in calce) attraverso cui fa il punto sui bonus edilizi dopo le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2022 e dei Decreti Sostegni ter, Milleproroghe, Energia, Aiuti, Ucraina.

I quattro punti analizzati sono:

  • Spese per visto e congruità detraibili;
  • Edilizia libera per importi fino a 10mila euro;
  • Posti auto e box;
  • Cessioni di crediti.

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Per quanto riguarda il primo punto, grazie al Milleproroghe, la detraibilità delle spese per il rilascio del visto di conformità, delle attestazioni/asseverazioni di congruità ai fini dell’esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito,  potrà essere ottenuto solo per i bonus diversi dal Superbonus, qualora si tratti di spese sostenute anche nell’intervallo temporale tra il 12 novembre il 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda il secondo punto, a meno che  non si tratti di interventi afferenti al bonus facciate, non c’è l’obbligo di rilascio del visto di conformità e delle relative attestazioni di congruità della spesa, per utilizzare lo sconto in fattura, quindi la cessione del credito per le attività di edilizia libera e per gli interventi, differenti da quelli di edilizia libera, di importo globale che non superano i 10mila euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari ovvero sulle parti comuni dell’edificio.

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L’importo di 10mila euro deve essere calcolato in base al valore degli interventi agevolabili ai quali fa riferimento il titolo abilitativo, a prescindere se l’intervento è stato realizzato in periodi d’imposta diversi. L’esonero opera per le spese sostenute dal 12 novembre 2021.

Gli ultimi due punti

Per quanto riguarda il terzo punto, invece, vengono chiarite le modalità dell’opzione tra cessione del credito o sconto in fattura, operazioni inerenti agli interventi di recupero del patrimonio edilizio preordinati e alla realizzazione cioè all’acquisto di garage o posti auto pertinenziali, anche di proprietà comune.

Infine, dal 1° maggio 2022, dopo la prima cessione del credito d’imposta è possibile eseguire due ulteriori cessioni alle banche, che fanno da intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario e imprese di assicurazione.