Le tasse più odiate dagli italiani? Alcune sono proprio indigeribili

Tasse, sono tre quelle particolarmente indigerite secondo uno studio di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it

Tasse
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Il rapporto tra gli italiani e le tasse, si sa, non è mai stato amorevole. Non a caso nel nostro paese c’è sempre stata altissima l’evasione fiscale. Secondo molti è dovuto al fatto che le tasse sono troppo alta e dunque chi può prova a fare il furbetto. In realtà di furbizia non si tratta ma di un vero e proprio reato.

Ma le tasse sono alte proprio perché alcuni sono costrette a pagare anche per altri che non lo fanno. Insomma, è un cane che si morde la coda. Forse la verità nel mezzo anche perché, a fronte di quanto si paga, i servizi in cambio non sono sempre eccellenti.

Ma se alcune vanno necessariamente pagate e tra qualche malumore il dovuto viene versato, per altre l’accettazione è più difficile. Lo studio di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani-Aps condotto attraverso lo Sportello del Contribuente in un certo qual modo conferma che alcune tasse sono particolarmente odiate.

Tasse: accise, soggiorno e canone Rai le più odiate

Tra le tre meno “simpatiche”, c’è il canone della Rai, le accise e la tassa di soggiorno. Quest’ultimo è la prima tra tutt’e tre e vince il titolo di tassa meno invisa. È quella che fa aumentare il prezzo del carburante al distributore e considerando che paghiamo aggiunte risalenti ancora ai tempi della dittatura fascia, è un aspetto particolarmente indigeribile.

Segue la tassa per il soggiorno in alcuni comuni. È illegitima per tre italiani su quattro. Terzo posto per il canone Rai. Se per le altre due è impossibile evaderle, questa della televisione di Stato risulta infatti la più evasa. Dal 2016 è inserita nella bolletta elettrica ma dal 2023 potrebbe svincolarsi di nuovo, facendo correre il rischio di tornare ai tassi precedenti di evasione.

La classifica continua con l’Iva che nel nostro paese è al 22% e dunque supera tutti gli altri principali paesi europe (Lussemburgo al 17%, Germania 18%). Quinto posto il bollo auto poi le tasse locali Imu-Tasi-Tari e Tares. Al settimo i ticket sulla sanità, ottavo posto per i contributi per i consorzi di bonifica, c’è poi l’Irap e al decimo l’Irpef.