Pensioni, buone notizie: quanto saranno pagate di più

Pensioni più alta a causa del caro vita: il mese prossimo in arrivo anche il bonus da 200 euro. Ancora più soldi in certi casi

Pensioni
Pensioni (screen)

Mentre continuano gli aumenti su tutti i fronti con il costo della vita che raggiunge tenori alti, per i pensionati dall’altra parte ci sono anche buone notizie. E non stiamo parlando solo dei 200 euro una tantum previsti sul cedolino di luglio per chi non guadagna più di 35mila euro.

Siccome l’aumento del costo della vita è stato superiore alle stime che aveva previsto l’Istat, grazie al sistema della perequazione le pensioni si adegueranno. Ogni anno, infatti, l’Istituto di Statistica rende noto i dati considerando l’inflazione e in base a ciò le pensioni vengono incrementate.

Gli adeguamenti avvengono su un tasso provvisorio. Quando poi l’Istituto ha a disposizione il dato definitivo, vengono rieffettuati i calcoli per il 2023 che portano benefici ai titolari di pensioni.

Le maggiorazioni sulle prestazioni pensionistiche sono previste fino a un massimo di 50 euro a partire da gennaio 2023. Il costo della vita è aumentato al 1,7% e nel nuovo anno passerà all’1,9%.

L’aumento è previsto per diversi tipi di pensioni, anche per le reversibilità. Diversi però sono gli aumenti. Per la reversibilità non si parla di un tetto pari a 50 euro ma di un auomento di 10 euro.

Oltre al tipologia di pensione, la differenza sta ovviamente anche negli importi. Infatti non per tutte ci sarà qualcosa in più. Gli aumenti ci saranno per i cittadini che percepiscono pensioni tra i 500 e i 2.400 euro.

Pensioni, previsti aumenti e arretrati

Ma le buone notizie non sono finite qui. Oltre agli aumenti saranno corrisposti gli arretrati. Come detto, inizialmente la rivalutazione delle pensioni avviene su tasso provvisorio: se la differenza è favorevole all’inflazione, da gennaio gli importi saranno ancora più grandi grazie agli arretrati.

La rivalutazione viene scaglionata per fasce di importo anche in questo caso. È pari al 100% per chi, lordi, ha pensioni fino a 2.062 euro al mese.

Il 90% del tasso di inflazione come aumento l’Inos lo concede fino a 5 volte il trattamento minimo e il 75% per quelle che hanno un importo lordo più alto. Riceveranno fino a un massimo di 50 euro di aumento i titolari di pensione che più si avvicinano alla cifra massima del trattamento dello scaglione che ha diritto alla indicizzazione piena.