Gas, stato di allarme: si lavora per trovare una soluzione

È vero e proprio allarme sul gas: entro mercoledì il comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas naturale ed il Ministro Cingolani, cercheranno di fare il punto della situazione.

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(Photocreo Bednarek – Adobe Stock)

Continua a preoccupare la questione gas. Purtroppo dalla Russia non giungono buone nuove: la situazione relativa all’erogazione ed all’innalzamento dei prezzi ha trasformato il quadro da stato di “preallarme” ad “allarme” puro.

Proprio per tale ragione, massimo entro mercoledì, il Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas naturale prima, presso il Ministero della transizione ecologica (Mite), ed il Ministro cingolani con Eni ed Enel poi, cercheranno di trovare una soluzione.

Gas, è allarme: Comitato tecnico di emergenza Ministro lavorano per una soluzione

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Il conflitto in Ucraina ha creato non poche difficoltà in ordine alla distribuzione del gas in Europa. La Russia ha, infatti, ridotto le erogazioni. Di conseguenza a salire sono stati i prezzi nonché lo stato d’agitazione ingenerato da un possibile esaurimento delle scorte per l’inverno. Il Vecchio Continente, infatti, potrebbe non arrivare a superare l’inverno con il gas in proiezione immagazzinabile.

E così da uno stato di “preallarme”, riporta Ansa, si è passato all’allarme vero e proprio tanto che in settimana, in Italia diversi sono gli appuntamenti delle Istituzioni per cercare di trovare una soluzione. Domani, martedì 21 giugno, è in programma una riunione del Comitato tecnico di emergenza e monitoraggio del gas naturale, organo sorto presso il Ministero della transizione ecologica (Mite) dove appunto si discuterà dell’aggravamento del quadro.

All’interno del Comitato, il quale ha summit periodici, vi sono tecnici del Ministero presso cui è stato istituito, dell’Arera nonché dello Snam e Terna. Dopo tale evento, seguirà – si pensa entro mercoledì- il Ministro Roberto Cingolani incontrerà i grandi fornitori di gas ossia Eni ed Enel.

Lo scopo è appunto quello di trovare una soluzione alla questione gas che se prima aveva dato idea di poter trovare un margine di miglioramento adesso pare sia precipitata. La tensione è, dunque, altissima e purtroppo non è possibile procrastinare. L’idea che un intero continente possa non avere gas a sufficienza o che comunque i prezzi continuino a lievitare come sta accadendo adesso, non è minimamente condivisibile.