Acqua pubblica, un altro comune italiano deve correre ai ripari

L’acqua pubblica sta diventando un problema per molte regioni italiane. Una nuova dura ordinanza: di cosa si tratta

Acqua pubblica
Fiume Po, AnsaFoto

Caldo, afa e siccità. Lo stato d’emergenza per le regioni del Nord sempre prossimo ma tarda ad arrivare. Il livello del Po è bassissimo, la pioggia è desiderata come non mai e i Comuni fanno quello che possono. Dopo il Covid e la guerra si aggiunge il problema della siccità, anche se era prevedibile visto lo stato del nostro pianeta.

Dal 23 giugno al 21 settembre anche il Imola ha adottato un’ordinanza particolare quanto necessaria. Ci sono limitazioni per l’utilizzo dell’acqua potabile, sulla stessa falsariga di altre realtà soprattutto emiliane.

Il primo cittadino Marco Panieri ha vietato l’uso dell’acqua potabile per funzioni che non siano domestiche. Dunque non si potrà più lavare l’auto per l’acqua della fontana di casa e neanche innaffiare l’orto, i fiori del proprio giardino e i prati delle strutture che rientrano nel territorio cittadino.

Per i campi e parchi pubblici, ci sarà una semina straordinaria. Sarà possibile prelevare l’acqua per “i normali usi domestici, zootecnici e industriali”, si legge nell’ordinanza. Piscine pubbliche e private sipotranno riempire solo previo accordo con il gestore della rete dell’acquedotto.

Acqua pubblica, rischio razionamento

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L’ordinanza è nata dai dati allarmanti sulla siccità dl territorio. Ovviamente per far rispettare quanto stabilito bisogna affidarsi molto al buonsenso dei cittadini che sono inviatati “a un razionale e corretto uso dell’acqua al fine di evitare inutili sprechi“.

I consigli sono quelli che solitamente si fornisono per risparmiare acqua ed energia. Oltre a verificare eventuali perdite, mettere in funzione lavastoviglie e lavatrici solo quando sono a pieno carico.

Dove il controllo sarà possibile, in caso di violazione, a Imola la polizia locale emetterà sanzioni da 25 a 500 euro.

Anche altri Comuni delle diverse province emiliane e romagnole hanno adottato provvedimenti che vanno in tal senso. Non si esclude neanche che possa esserci un razionamento nelle ore notturne.

La mancanza di pioggia da molto tempo è ovviamente strettamente legata con l’emergenza perenne che ormai viviano da decenni: il surriscaldamento globale.

Gli effetti devastanti con inverni sempre più freddi e mesi estivi sempre più caldi li stiamo venendo in modo particolare negli ultimi anni. La crisi energetica è stata poi acutizzata dalla guerra in Ucraina e anche quando l’estate sarà passata, le prospettive non sono positive.