Controlli fiscali: con il nuovo algoritmo non si salva più nessuno

Controlli fiscali con il nuovo algoritmo: uno strumento importantissimo per l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza

Controlli Fiscali
AnsaFoto

Sembra essere sempre più decisa la lotta che lo Stato vuole portare avanti contro gli evasori fiscali. Dopo aver studiato e attuato (con tanto di riforme in corso) strumenti non punitivi come il Cashback e la Lotteria degli scontrini – volti all’incentivare e al premiare i cittadini che usano la carta – si rafforza anche l’aspetto punitivo. Dal 30 giugno c’è l’obbligo per commercianti e professionisti di non rifiutare e di accettare pagamenti con il Pos, pena una multa da 30 euro più il 4% dell’importo rifiutato.

Ora è in arrivo un nuovo algoritmo che supporterà gli operatori dell’Agenzia delle Entrate e gli agenti della Guardia di Finanza.

Già nella Legge di Bilancio 2020 c’erano le premesse per l’introduzione ora siamo vicini alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e riguarda anche l’interoperabilità delle banche dati. Sarà infatti possibile passare dai dati anonimi alle liste indicanti i nomi dei contribuenti sospettati di evasione con seguente richiamo ad adempiere ai propri compiti.

Controlli fiscali, il funzionamento dell’algoritmo

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

L’algoritmo funziona in modo da rendere anonimo il potenziale informativo di cui il Fisco già conosce e consente di individuare automaticamente eventuali anomalie. L’Agenzia delle Entrate potrà usare tutte le informazioni riportate nelle dichiarazioni fiscali (i beni posseduti) e i dati relativi ai versamenti, le parti mancanti e tutti i passaggi dovuti da un contribuente.

Così facendo si punta a trovare in minor tempo chi non è in regola con il Fisco. Un incorocio dei dati che consentirà di accelerare i tempi e mettere sotto la lente d’ingrandimento chi è sospettato di non aver evaso.

L’algoritmo è stato messo a punto anche con regole precise per la privacy. È infatti previsto l’intervento umano affinché si vadano ad analizzare direttamente i dati dei sospettati e non di chi è in regola con il Fisco. Il sistema individuerà gli evasori, poi sarà il personale dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza quale caso dovrà essere approfondito tra le diverse segnalazioni.