Farmaci equivalenti: risparmio reale, ma ci sono dei rischi

Farmaci equivalenti, perché costano di menom,qual è la differenza con quello di riferimento: cosa dobbiamo sapere

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Visti i numeri dell’inflazione e il caro-vita, tendiamo a risparmiare su tutto. Ma quando c’è di mezzo la salute non badiamo a spese e qualsiasi sia la cifra da spendere, mettiamo subito mano al portafogli. Ma anche sui medicinali c’è un modo per risparmiare.

Esistono infatti i farmaci equivalenti che rispetto agli ordinari hanno un costo di circa il 20% in meno. Ma come si definisce tecnicamente questo tipo di farmaco? Come riporta il sito dell’Aifa, l’Agenzia Italiana per il farmaco, l’equivalente, prima chiamato generico, si intende un medicinale che qualitativamente e quantitativamente ha la stessa composizione in termini di sostanze attive del farmaco di riferimento.

Coprono circa il 20% del mercato secondo il report del centro studi Egualia, l’associazione rappresentante dei farmaci generici equivalenti. I numeri sono stati presentati insieme al sondaggio I farmaci generici e il ruolo del farmacista, incontro tenuto online.

Farmaci equivalenti, perché costano meno

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Chi è intervenuto nel dibattito ha spiegato che questi farmaci rispetto a quelli di marca hanno lo stesso principio attivo, ha detto Tiziana Nicoletti, responsabile coordinamento Nazionale Associazione dei malati cronici di Cittadinanzattiva. Uguale è anche la forma di somministrazione.

Gli equivalenti prima di essere immessi nel mercato devono comunque avere l’autorizzazione dell’Aifa. Perché costano meno? Non servono studi di sicurezza perché sono uguali al farmaco in commercicio da almeno 20 anni.

Un dato importante fa capire quanto sia grande la differenza di prezzo tra i due farmaci. Gli italiani nel 2021 hanno sporsato 1 miliardo e 52 milioni di euro solo per coprire la differenza di costo.

Il costo del farmaco equivalente viene anche rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale ma non tutti sono a conoscenza delle informazioni. Non a caso dal sondaggio è emerso che il 74% degli intervistati vorrebbe una campagna informativa.

Come ricorda Andrea Cicconeti, presidente Federfarma Roma, l’iniziativa dovrebbe coinvolgere gli stessi farmacisti che hanno “l’obbligo professionale di consigliare il farmaco equivalente per minore impatto economico a parità di cura“.

Sandoz, leader nella produzione di farmaci equivalenti ha messo a disposizione dei farmacisti il programma Sandoz Plus, una serie di iniziative che mette a disposizione della farmacia le giuste informazioni che può presentare al paziente ogni volta che c’è un generico alternativo al farmaco ordinario.