Multe prese all’estero, da adesso è impossibile farla franca

Multe prese all’estero, l’accordo tra i paesi dell’Unione Europea cambia alcune regole per chi commette infrazioni

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Soprattutto in estate vediamo in giro più auto con targa straniera: sono i turisti che hanno varcato i propri confini nazionali per le vacanze.

Commettere qualche infrazione con targa straniera il più delle volte si riusciva a farla franca fino a qualche anno fa quando non si trattava di grosse violazioni.

La situazione è cambiata nei Paesi UE con l’introduzione di una direttiva approvata in Italia con Decreto Legge anche in Italia che permette di sanzionare gli automobilisti stranieri.

La direttiva UE 2015/413 vieta di fatto di poter ignorare le multe provenienti dall’estero: è l’accordo di reciprocità chiamato Cross Border. L’automobilista straniero è passibile di contravvenzione solo per alcune infrazioni, considerate le più pericolose ai fini della sicurezza su strada.

Multe prese all’estero, come funziona oggi

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Ovviamente c’è eccesso di velocità poi il mancato uso delle cinture di sicurezza, il passaggio con il semaforo rosso o altro segnale di fermata, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto delle droghe, la marcia su corsie vietate, la mancanza del casco in moto e l’uso del telefono cellulare o altri dispositivi durante la guida.

Non ci sono sanzioni accessorie all’automobilista straniero: quindi nessuna decurtazione dei punti sulla patente o la sospensione.

Grazie allo scambio di informazioni tre le Polizie stradali dei 27 paesi Ue, è ora dunque facile risalire al proprietario del mezzo. Una volta individuato il proprietario del veicolo, l’organo di polizia dello Stato dove è stata commessa l’infrazione deve comunicare (nella lingua del Paese di immatricolazione del mezzo) i termini dell’infrazione. Dunque il tipo, data, luogo e tutte le info che troviamo sulla multa. Ossia il tipo di infrazione.

Non è da escludere che si possa ignorare la contravvenzione e che le autorità straniere non insistano con la pratica ma anche che invece si rivolgano alla Corte d’Appello competente in Italia.

Com’è noto la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea ma è meglio non commettere violazioni del Codice della Strada. Le multe sono molto salate anche per pochi chilometri orari di mancato rispetto del limite di velocità. Le autorità svizzere hanno accesso ai dati dei veicoli italiani così come altri paesi europei.

Le autorità svizzere inviano il verbale e richiedono le generalità di chi ha commesso l’infrazione. Se non c’è risposta si rivolge alla polizia italiana quella italiana con il compito di identificare il responsabile della contravvenzione. Se non avviene il pagamento si richia una denuncia penale emandato di arresto sul suolo svizzero.