Prestito a un amico: il bonifico che devi giustificare, come fare

Prestito a un amico, secondo la legge c’è comunque bisogno di un contratto che va stipulato in caso di controlli

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Secondo la legge le donazioni devono essere fatte per atto pubblico, davanti a un notaio e alla presenza di due testimoni. In pratica, ogni tipo di passaggio di denaro deve essere giustificato, controllato, anche se si tratta di un prestito fatto a un amico o un parente.

Ovviamente se i soldi prestati o regalati sono in contanti, non potrà succedere nulla. Chi ha elargito difficilmente potrà constestare la restituzione davanti alle autorità. Ma se la persona in difficoltà vive lontano, bisogna fare un bonifico e dunque un pagamento tracciabile.

In questi casi dunque come giustificare un prestito ad un amico? È importante capire bene cosa scrivere nella causale per non avere controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Prestito a un amico, come fare per non avere problemi

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Dal punto di vista giuridico, il prestito in denaro è un contratto con cui una persona trasferisce una determinata somma a un’altra. Siccome è benevolo, non si applicano interessi.

In ogni caso è sempre bene che ciò avvenga con la stipulata una scrittura privata firmata da entrambe le parti in modo che il creditore può dimostrare il fatto. La scrittura avviene anche per somme modeste.

Come detto le cose sono diverse se si tratta di un bonifico. Chi almeno una volta ha svolto questa operazione bancaria, sa che oltre al nome e al cognome del beneficiario è fondamentale immettere l’Iban e la causale, ossia la causa, il motivo per cui avviene il trasferimento di denaro.

Quando è uno stipendio, si scrivere direttamente Stipendio, oppure, ad esempio, Pagamento fattura numero… La causale è “libera”, nel senso che non ci sono formule prestabilite. Siccome parliamo di un prestito, si può scriver proprio Prestito, oppure Regalo.

È sempre opportuno realizzare una scrittura privata prima del bonifico, soprattutto quando si tratta di cifre grosse. Facciamo un esempio.

Un parente ha bisogno di 5-10.000 euro e nella causale scriviamo ciò che più riteniamo opportuno e indicare che non si tratta di soldi elargiti dopo aver svolto un lavoro.

Se l’Agenzia delle Entrate vuole tassare quei soldi, come fare? Si dimostra che prima c’è un accordo. Ma se si parla di contratto, significa che ci sono anche altri costi come quelli di un pubblico ufficiale, un notaio.

Ma c’è una soluzione. Si pu fare un accordo privato magare con un scambio reciproco di Pec, sostenendo che tale giorno Caio farà un bonifico a favore di Tizio di una detemrinata somma. Con i soldi tracciabili, la prova è certa e in caso di controlli, la si può sbandierare.