52 miliardi per famiglie e imprese: Draghi lascia una pesante eredità

52 miliardi: Mario Draghi e il suo governo tanto hanno erogato per aiuti contro il carovita. I numeri della CGIA

Mario Draghi (foto Facebook)

Manca poco più di un mese alle elezioni e cosa potrà mai succedere è davvero difficile dirlo. Non si ha certezza che subito dopo il voto ci sarà una maggioranza solida e c’è il rischio – come accaduto nelle ultime tornare elettorali – che possano passare mesi prima che il nuovo governo inizi la propria funzione.

I leader dei principali partiti che si scontreranno nelle urne stanno discutendo di quanto fatto da Mario Draghi e sulle politiche attuali dell’esecutivo dell’ex governatore Bce. Si parla molto di agenda Draghi, se e come bisogna proseguire quanto datto dall’attuale premier ormai dimissionario.

Tanti sono gli aiuti messi a punto dal governo che si è trovato a gestire la fase finale della pandemia con l’uscita dallo stato di emergenza e gli aiuti da distribuire a famiglie e imprese per via del carovita e dell’inflazione che ha colpito il paese.

52 miliardi per famiglie e imprese: cos’ha fatto Draghi

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Dall’Ufficio studi della CGIA, la Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato – l’organizzazione che rappresenta la piccola e media impresa italiana – arrivano i numeri che il governo Draghi ha riservato per la categoria.

Sono 52 miliardi di euro la somma totale delle misure messe a punto contro il rincaro dei prezzi introdotte da Draghi. “Una cifra importante pari a 3 punti percentuali di Pil,” scrive la CGIA, nei quali sono compresi i 17 miliardi di euro previsti dal decreto Aiuti bis, l’ultimo approvato ad agosto, in attesa dell’eseme del Senato in calendario il 6 settembre.

Misure che, per usare sempre le parole dell’organizzazione, hanno garantito al Paese “un discreto risultato economico che pochi avevano previsto” così come ha fatto il turismo e la ripresa degli investimenti, in modo particolare nel mondo delle costruzioni.

Si tratta di provvedimenti che in parte hanno frenato il carovita (si citano la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas, la riduzione dell’Iva sul gas per usi civili e il bonus 200 euro), ma comunque non l’hanno portata al 10%. La Cgia sottolinea che questi 52 miliardi non andranno ad aggravare il deficit pubblico.

Inoltre le entrate tributarie e contributive del Paese nei primi sei mesi di quest’anno sono cresciute di 39 miliardi di euro a paragone con lo stesso periodo del 2021.