Profili verificati su Instagram: non fidatevi, ecco chi c’è dietro

Vi contattano “artisti” con profili verificati su Instagram: non fidatevi, ecco chi c’è dietro e come raggirano il sistema.

profili instagram
foto Canva/ BonificoBancario

Ci contatta il profilo di un artista o influencer con tanto di spunta, pensiamo che sia un utente verificato e seguiamo le sue indicazioni, che magari promettono facili guadagni. Nel giorno di qualche ora, può succedere che il nostro conto si ritrovi svuotato o il nostro PC sia preda di malware. Può succedere anche questo nella galassia di Instagram e spesso non sappiamo nemmeno come sia potuto accadere. A quanto pare, dietro ci sono sistemi ben congegnati e peraltro molto semplici, che chiunque può sfruttare.

Come si creano profili verificati su Instagram che ingannano gli altri utenti

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Basta infatti “rivolgersi” ad altre app, in questo caso musicali, creare dei profili finti e caricare contenuti altrettanto fittizi, per ritrovarsi la spunta di utente verificato su Instagram. Come è possibile, vi chiederete voi. Questo sistema che punta a lucrare attraverso il web è stato smascherato dal sito web investigativo ProPublica. In sostanza, i profili degli artisti di Spotify e Apple Music sono stati sfruttati per ottenere ambiti profili verificati su Instagram.

I presunti truffatori – spiega ProPublica – creerebbero profili di artisti falsi, caricherebbero musica (“spesso nient’altro che ritmi di base in loop”, secondo quanto scrive il sito investigativo) e quindi aumenterebbero illecitamente il numero di streaming di quelle tracce. Non solo: attraverso meccanismi ritenuti totalmente legittimi, acquisterebbero pacchetti di ascolti su queste app musicali. Questo mix di numeri di streaming, presenza di un controllo “artista verificato” sul profilo Spotify dell’artista e copertura mediatica esterna fa ritenere che dietro ci sia un personaggio reale all’algoritmo che gestisce le verifiche sui profili di Instagram.

Invece, è del tutto evidente che non sia così e ProPublica, nella sua denuncia fa alcuni esempi. Una delle canzoni sul profilo dell’artista di Spotify “DJ Dr. 6ix” era stata trasmessa in streaming “quasi 60.000 volte”. In realtà è un “brano” da un minuto e mezzo senza neanche una nota e l’autore è totalmente fittizio. Una volta ottenuto il “lasciapassare” dal social del gruppo Meta, il truffatore può sfruttare questo mezzo. Spotify, dopo la denuncia, è corso ai ripari e sono 173 i profili fake già individuati. Cento di questi a quanto pare sono già spariti dalla piattaforma. Appare però evidente che chiunque in pochi minuti possa ricrearne uno.