Tasse, come sanare gli errori e i ritardi senza problemi

Tasse, comunicazioni sbagliate: è possibile rimediare anche quando i termini sono già scaduti. Lo spiega l’Agenzia delle Entrate

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Succede più di quanto si possa immaginare. Si invia una comunicazione fiscale importante, una di quelle cose alle quali bisogna prestare molta attenzione perché si parla di tasse. Solo dopo, però, ci si è resi conto che è stato commesso un errore. Nel frattempo sono anche scaduti i termini, come fare?

Nessun panico, c’è modo di rimediare. Lo spiega la stessa Agenzia delle Entrate. In una circolare, la numero 33, l’ente ha chiarito che grazie alle modifiche introdotte dal decreto Aiuti-bis, una parte della legge è stata dedicata alla regolarizzazione di errori nella indicazione dei dati nella comunicazione.

Chiunque non abbia comunicato entro il 29 aprile scorso le cessioni dei bonus casa (tra cui il Superbonus 110%) ha tempo per farlo fino al 30 novembre ma a determinate condizioni. Anche chi ha commesso errori gravi avrà la possibilità di annullare le comunicazioni effettuate.

Tasse, rimediare agli errori e ritardi: cosa dice l’AdE

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Alla circolare l’agenzia delle Entrate ha allegato un modello utile a richiedere l’annullamento dell’accettazione dei crediti ceduti. Dovrà esserci la sottoscrizione sia del cedente che da parte del cessionario/fornitore e inviato via Pec. Se invece l’errore è solo formale, la cessione sarà valida ai fini fiscali ma sarà indispensabile segnalare l’errore via Pec con una nota sottoscritta in cui vengono evidenziati i dati corretti.

Ma quali sono gli errori formali? Ad esempio, all’indicazione dei recapiti, dei dati catastali data esercizio d’opzione. Sono sostanziali gli errori che, è scritto, “incidono su elementi essenziali della detrazione spettante e quindi del credito ceduto”.

Quando l’Agenzia avrà ricevuto le domande di annullamento, allora si potrà ridurre il plafond del credito compensabile in capo al cessionario. Se i termini, si potrà inviare una nuova comunicazione. Ad oggi questa possibilità è prevista solo per Partite Iva e soggetti Ires. In questi casi il termine è il 15 ottobre per gli altri la scadenza c’è stata il 29 aprile.

Grazie all’istituto remissione in bonis sarà possibile inviare tardivamente la comunicazione entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile, quest’anno fissata al 30 novembre.

Per poter utilizzare la remissione, però, bisogna avere dei requisiti:

l’accordo di cessione del credito (o le fatture con lo sconto) abbia data anteriore alla scadenza del termine mancato, ossia il 29 aprile;
che non sia già iniziate le “attività di controllo sulla spettanza del beneficio”;
che sia stato pagato un F24 per la sanzione da 250 euro non compensabile né riducibile.