“Mi hanno rapita in Africa”: invece del bonifico, parte la denuncia

“Mi hanno rapita in Africa”, aveva chiesto soldi per la liberazione e si rivolge ai carabinieri: cos’è successo ad ex ufficiale dell’esercito

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Aveva telefonato dicendo di trovarsi a Tenerife. Era stata rapita da pirati africani che per la liberazioni chiedevano 50mila euro. Il realtà la finta richiesta di aiuto era partita da Vedelago, in provincia di Treviso.

Un tentativo di truffa finito male. La persona in questione ha tentato questa strada per sottrarre soldi e in effetti in passato è avvenuto, qualcuno è riuscito nell’intento. Per fortuna ora le cose sono andare diversamente.

Quanto accaduto ha portato alla condanna di Khoudia Sow, 33enne di origine nigeriana, a 10 mesi di reclusione e 4mila euro di provvisionale per aver truffato un uomo di 74 anni.

Rapita in Africa chiede il bonifico: i fatti

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I fatti risalgono al 2015. All’epoca la donna aveva 26 anni e la vittima è un ex ufficiale dell’esercito in pensione residente nel Padovano. Non sarebbe neanche la prima volta che l’uomo si stato tratto in inganno.

Come riporta TrevisoToday le avrebbe anche dato 30mila euro in un’altra occasione. Questi soldi sarebbero stati utili per ottenere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. La donna sarebbe dovuta andare negli States per stare vicino ad alcuni familiari e risolvere loro problemi di salute.

La loro era una storia a tutti gli effetti nonostante la differenza d’età. Un rapporto però caratterizzato da numerose richieste di soldi da parte di lei. Denaro che lei si impegnava a restituire come il caso dei 30mila ma l’assegno dato all’uomo sarebbe risultato scoperto.

Poi la storia del finto rapimento che avrebbe fruttato alla donna un grossa cifra. L’uomo crede all’accaduto ma per fortuna non effettua subito il bonifico richiesto “per la liberazione”.

Pensa di andare a denunciare tutto ai carabinieri credendo che la propria donna fosse in pericolo. Gli uomini dell’Arma, però, fanno le loro ricerche e scoprono che la telefonata non è partita dall’Africa ma semplicemente dal Veneto, individuando la cella nel Comune di Vedelago.