Bonus 350 Euro, il Ministero ferma tutto e scatena il caos

Bonus 350 Euro, dal dicastero arriva la lettera indirizzata agli enti con la quale si chiede di bloccare i pagamenti

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I professionisti sono l’ultima categoria a beneficiare dei bonus da 200 euro e 150 euro previsti dal governo Draghi rispettivamente nel primo Decreto aiuti e nel terzo. La domanda va presentata entro il 30 novembre alle proprie casse previdenziali. In alcuni casi, chi l’ha già presentata, ha anche ricevuto i soldi. Per altri, oltre al danno del ritardo (rispetto ad esempio ai pensionati che l’hanno ricevuto già a luglio) c’è anche la beffa.

Il pagamento per qualche ora è stato oggetto di blocco burocratico. Il ministero del Lavoro ha inviato una lettera alle Casse private, a firma del direttore generale per le Politiche previdenziali e assicurative Angelo Marano, raccomandandosi di “di non procedere alla liquidazione“.

Bonus 350 Euro bloccato: cos’è successo

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Niente bonus per i professionisti in attesa dei soldi? Solo momentaneamente. Qualche ora solo lo stesso ministero ha reso pubblico una precisazione spiegando che s è trattato di un  “blocco temporaneo dovuto a un aggiornamento del sistema di monitoraggio”.

Ma prima ancora della nota inviata alla stampa, la notizia aveva già fatto il giro del web, scatenando reazioni. Il Ministero del Lavoro ha detto che lo stop temporaneo è stato causato dalla necessità di aggiornare il sistema, “riorganizzando internamente alle direzioni generali del ministero”. Inoltre è stato aggiunto che entro la serata di mercoledì 19 ottobre il dicastero avrebbe dato delle indicazioni alle Casse affinché i pagamenti potessero essere riavviati già dalla giornata di giovedì 20.

La precisazione

La lettera, inviata a 17 enti previdenziali privati e privatizzati delle diverse categorie professionali, aveva scatenato il panico tra chi ancora non ha ricevuto nulla.

In essa si è fatto riferimento all’articolo 5 del decreto ministeriale del 19 agosto (che ha regolato la misura) che affida agli stessi enti erogatori “il compito di monitorare il limite di spesa, tramite comunicazioni con cadenza settimanale al ministero in merito ai risultati del monitoraggio delle istanze presentate e di quelle ammesse a pagamento, in modo tale che, ove si profili il verificarsi di scostamenti rispetto al limite di spesa, si possa rendere immediata comunicazione sulle risorse residue affinché non siano adottati altri provvedimenti concessori”.

Le domande si possono presentare in diverse modalità (dipende dall’ente erogatore) dal 26 settembre 2022. Per avere i 200 euro è necessario che nel 2021 non si sia guadagnato oltre i 35mila euro. Per ottenere il bonus 150 euro, invece, la soglia è di 20mila euro. Chi rientra nel bonus con importo minore ovviamente ha diritto anche a quello da 200 euro. Ci sono infatti lavoratori che hanno ottenuto in un unica tranche un bonifico di 350 euro.