Limite uso contanti: come funziona per prelievi e versamenti

Ecco fino a quali somme può essere impiegato il contante nelle diverse situazioni di scambio secondo la legge vigente. I dettagli

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Contanti e carte (Foto Adobe)

Come è noto i pagamenti elettronici hanno ridotto significativamente l’utilizzo del contante nel contesto, pressoché, di tutti gli scambi di servizi. La minore circolazione ottenutasi progressivamente negli ultimi anni è l’esito non soltanto dell’ascesa registrata dalle grandi piattaforme on line che hanno rivoluzionato il modo (e la fonte) di fare acquisti, dopo aver conquistato la fiducia degli utenti telematici.

In fondo, i pagamenti elettronici sono stati altresì foraggiati da una normativa che ne ha intuito il loro potenziale nell’ambito degli scopi prefissatisi: perciò sono utili in chiave di tracciabilità del denaro, antiriciclaggio e in tema di lotta all’evasione fiscale. Eppure gli italiani non hanno sistematicamente abbandonato il ricorso a banconote e monete, come i prelevamenti dimostrano; certo, le limitazioni d’impiego non sono poche.

Limite uso contanti: quanto si può pagare nei diversi contesti

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In tempi recenti, la soglia massima di utilizzo del contante è cambiata spesso sotto i decreti dei diversi governi susseguitisi; ed anche l’opinione sul cash non è stata sempre la stessa: c’è chi ne intravede la tipica zona d’ombra dell’illegalità e chi ne attribuisce il ruolo meritorio di acceleratore nel volume degli scambi.

Ancora per la fine di quest’anno, il tetto di contante scambiabile è pari ad un importo di 1.999,99 euro; al di sopra, la cifra non è frazionabile in contesti contigui per mantenersi sotto il limite consentito, a meno che un’eventuale rateizzazione non sia prevista da un contratto. Altrimenti, occorre effettuare un pagamento tracciabile con gli strumenti oggi a disposizione: assegni non trasferibili, assegni circolari, carte di debito o di credito, bonifici, pagamenti telematici.

Dal 1° gennaio 2023, il limite massimo dovrebbe innalzarsi a 5 mila euro, fatti salvi gli obblighi applicati negli acquisti dei turisti stranieri fino agli sconti fiscali legati alla tracciabilità. Sul fronte prelievi, quando si tratta di somme molto alte, ecco che possono scattare i controlli: in banca un prelievo ravvicinato di somme tali da raggiungere complessivamente 10 mila euro, fa scattare la segnalazione all’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria; sui versamenti, la verifica è a carico dell’Agenzia delle Entrate. Gli altri limiti al contante sono: il tetto di 15 mila euro per gli acquisti dei turisti stranieri; divieto di pagamenti cartacei per le spese condominiali; mille euro per le spese alle società e associazioni sportive.