Truffa sentimentale, in due finiscono nei guai seri

Una coppia di truffatori adescava malcapitati sui siti di escort al fine di estorcergli denaro: i due sono stati arrestati e condannati a 6 anni di reclusione.

Truffatori annunci piccanti arrestati
(Adobe)

Un 34enne di Rimini e una donna di 25 anni di origine rumena arrestati nel 2021 sono stati condannati a circa 6 anni di reclusione nella giornata di mercoledì 16 novembre. I capi di accusa verso i due truffatori sono numerosi: il primo è aggressione, avvenuta ai danni di un 40 ex compagno della donna. La quale ha sfregiato quest’ultimo con un taglierino con la scusa dell’autodifesa. Ella aveva infatti accusato l’uomo di averla attaccata in casa sua, ma le indagini delle autorità hanno rilevato che tali condizioni non sussistevano.

In seguito ulteriori indagini hanno portato alla luce anche traffici truffaldini che i due effettuavano tramite il ricorso ad annunci osé. Pubblicando messaggi sui siti specializzati in escort, adescavano i clienti ai quali richiedevano pagamenti anticipati per prestazioni che poi non avvenivano. A recarsi agli appuntamenti con i malcapitati era proprio l’uomo, che attualmente sta scontando una condanna di 6 anni e 8 mesi nel carcere dei Casetti di Rimini. La ragazza si trova invece agli arresti domiciliari per una durata di 6 anni.

La coppia di truffatori accusata di numerosi reati

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A difendere la coppia è stato l’avvocato Guido Caparrini, che è riuscito a ottenere uno sconto di pena per i due rispetto agli 8 anni richiesti dal Sostituto Procuratore Giulia Bradanini. Le accuse fronteggiate in tribunale sono state: sfregio, truffa, minaccia aggravata, calunnia, porto abusivo di armi e tentata estorsione.

La coppia ha infatti minacciato di sfregio anche un 50enne di Riccione che si trovava a sostare a bordo della propria automobile. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, i due, affetti da disturbi psichiatrici, avrebbero minacciato l’uomo perché convinti che questo fosse in combutta con l’ex della ragazza per perseguitarli.

Le perizie psichiatriche effettuate sugli accusati, tuttavia, hanno rilevato che la condizione psichiatrica dei due non abbia inciso sulla loro capacità di intendere e di volere come invece aveva sperato l’avvocato difensore.