Pin sbagliato, bancomat bloccato: emerge il loro reato

Pin sbagliato della carta: grazie a questo errore le forze dell’ordine sono riuscite a scoprire cosa era successo anche precedentemente

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Furto con destrezza, ricettazione e utilizzo indebito di carte di pagamento. Con queste accuse tre donne di 21, 39 e 42 anni di Bagnolo Cremasco, in provincia di Cremona sono state denunciate dai carabinieri.

Una di loro era già note alle forze dell’ordine e grazie a questo episodio è stata identificata come autrice di un altro furto. Le tre sono di cittadinanza straniera e non hanno una dimora fissa. Sono state scoperte per un errore da loro commesso.

Pin sbagliato, scoperti anche altri episodi: i fatti

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L’allarme è scattato quando la carta bancomat di una donna che aveva subito il furto era stata bloccata. A seguito di ciò e della denuncia della vittima, le forze dell’ordine sono riuscite a ricostruire tutto l’accaduto.

Avevano individuato una donna alla quale avevano sottratto la carta. Si sono poi recate subito presso uno sportello automatico ma per tre volte hanno sbagliato il Pin, bloccando la carta.

Una di loro era già nota alle forze dell’ordine per reati simili. Un’altra è stata identificata, insieme a una complice, come la responsabile di quanto successo presso il centro commerciale Bennet di Bagnolo Cremasco lo scorso 31 luglio.

Un episodio simile visionato in ogni particolare grazie alle telecamere di sicurezza, riuscendo a rubare ancora una volta il portafogli di una donna.

Un furto andato a buon fine ma solo a metà. Le ladre sono riuscite a impossessarsi della carta ma non hanno prelevato i contanti come volevano. O erano a conoscenza del Pin e hanno sbagliato a digitare – come a volte può capitare anche ai reali titolari della carta –  per tre volte (il numero massimo di tentativi consentito), o hanno tentato, senza riuscire nell’intento.

Un episodio che dimostra ancora una volta quante attenzione bisogna avere nella conservazione della nostra corta, soprattutto quando ci troviamo in luoghi affollati come un centro commerciale. Non solo a Cremona, le donne denunciate avevano agito in precedenza anche nelle province limitrofe.