Ministro Giorgetti, lapsus su Maroni: poi arrivano le lacrime – VIDEO

Il ministro Giorgetti ricorda Maroni: mentre spiega il contenuto della Legge di Bilancio con una norma dell’ex compagno di partito

Il ministro dell’economica Giancarlo Giorgetti (screenshit video)

Nella conferenza stampa a seguito dell’approvazione della Legge di Bilancio dopo il Consiglio dei Ministri, i diretti interessati hanno spiegato la natura della manovra, cosa è stato fatto e nei dettagli cos’è previsto.

Oltre al capo del governo Giorgia Meloni è intervenuto anche il titolare del dicastero dell’Economia Giancarlo Giorgetti, leghista come Roberto Maroni, scomparso questa notte dopo una malattia.

Il ministro ha prima avuto un lapsus dicendo “Maroni” anziché “Meloni”, poi ha ricordato l’ex compagno di partito, già ministro dell’interno e presidente della Regione Lombardia.

“Per quanto riguarda tutti gli altri interventi abbiamo fatto, come ha detto il presidente Maroni, una scelta politica”, ha detto confondendo i nomi. Poi con la voce rotta dall’emozione ha voluto dedicare un pensiero a Maroni.

Il motivo non è solo quello scontato per essere stato un esponente delle istituzioni e un leghista della prima ora, ma perché il suo nome ha a che fare con la manovra appena approvata.

Il ministro Giorgetti ricorda Maroni

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“Un pensiero a ‘Bobo’ Maroni perché entra questa norma sua“, ha detto. Giorgetti si riferisce al Bonus pensioni rinnovato che prevede una maggiorazione pari al 10% per chi decide di non andare in pensione pur avendone i requisiti.

Giorgetti afferma che qualche giornalista ha attribuito a lui la norma. Ha invece specificato che è “made in Maroni” e tale frase gliel’ha anche scritta qualche giorno fa. Purtroppo però non c’è stata nessuna risposta da parte dell’ex governatore: “il motivo l’abbiamo capito oggi“, ha concluso.

Ma qual è questa norma? In pratica incentiva il lavoratore sulla soglia della pensione a restare al proprio posto. Raggiunti i requisiti per la domanda di pensionamento, dal 2023 è possibile lavorare ancora. Il vantaggio è che sulla busta paga ci sarà un aumento del 10%.

Sia il lavoratore che il datore di lavoro, però, smetteranno di versare i contributi. In pratica, raggiunto il requisito, il calcolo della pensione sarà quello che vale in quel momento. Resta al lavoro non per avere una pensione più alta.