Quota 103: come funziona la nuova riforma delle pensioni

La manovra finanziaria del Governo Meloni porta al suo interno provvedimenti importanti sul tema pensioni: Quota 103 e perequazioni su tutti. Ecco come funzionano e quanto valgono

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Quota 103 (Foto Pexels)

Il Consiglio dei Ministri presieduto dalla Premier Giorgia Meloni ha varato ufficialmente la manovra finanziaria per l’anno 2023. L’iter della legge prevede, dopo l’approvazione da parte dell’esecutivo, il passaggio in sede legislativa ossia alla Camera ed al Senato. In quel consesso l’ampia maggioranza che sostiene Meloni punta ad approvare e rendere operativo il provvedimento entro metà dicembre.

A quel punto dopo il voto la legge andrà in Gazzetta Ufficiale ed i provvedimenti saranno norma dello Stato. La manovra ha un valore complessivo di 32 miliardi di euro la maggior parte dei quali, in verità già racimolati dal governo Draghi, andranno a coprire i super costi della crisi energetica. Il resto sono provvedimenti specifici del nuovo esecutivo, in particolare quelli legati alle pensioni.

Pensioni, il Governo Meloni vara Quota 103

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C’era grande attesa in tal senso considerata l’ormai imminente scadenza della deroga alla Riforma Fornero e la preoccupazione generale per i conti dell‘Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.

La mossa del Presidente del Consiglio è stata quella di inserire il concetto di Quota 103 una evoluzione positiva di Quota 101. Il provvedimento che avrà un costo iniziale di 700 milioni di euro prevede l’opportunità per l’anno 2023 di andare in quiescenza con 62 anni di età e almeno 41 di contributi previdenziali.

Il provvedimento dovrebbe interessare circa 47.000 aventi diritto tutti nati a cavallo tra il 1960 ed il 1961. Ma i provvedimenti in tema pensioni non finiscono qui. Meloni e i suoi ministri, infatti, hanno confermato anche i provvedimenti relativi ad Opzione Donna e alla cosiddetta Ape Sociale, il prestito per andare in pensione anticipata per i lavori usuranti.

Molto discusso ma potenzialmente molti efficace per i conti dello Stato, infine, la questione perequazioni, ossia il recupero in busta paga dell’aumento del costo della vita legato all‘inflazione volata a novembre oltre il 12%.

Il Governo ha deciso di ridurre al 75% il valore delle perequazioni previste per le pensioni superiori cinque volte il minimo, ossia 2621 euro lordi. Questo provvedimento permette di recuperare 1,5 miliardi di euro da destinare al finanziamento di Quota 103 anche per il 2024 ed il 2025