Governo Meloni: quali bonus e sostegni non vengono aboliti

Il governo Meloni nella manovra economica ha prorogato alcune misure per le famiglie e alcune con qualche modifica

Giorgia Meloni (foto Instagram)

Buona parte della Legge di Bilancio è composta dai bonus e dai sussidi già esistenti. In pratica alcune delle norme volute dai governi di Conte prima e da quello di Draghi sono rimaste in vigore con qualche modifica.

La prima (e forse quella che più fa discutere) è il Reddito di Cittadinanza. Per il 2023 ci sarà un anno già ribattezzato “cuscinetto”: sarà percepito per 8 mesi dalla popolazione definita “occupabile”, dunque che può lavorare, poi dal 2024 abolizione per tutti.

Novità anche per il Bonus sociale bollette di luce e gas, prorogato per i primi tre mesi del 2023. L’esecutivo di Draghi aveva portata l’Isee per poterne beneficiare da 8mila euro a 12mila, allargando la platea dei beneficiari. Ora sale a 15mila euro, dando la possibilità a più persone di poter usufruirne. 20mila euro è invece l’Isee per le famiglie he hanno almeno 4 figli a carico.

Governo Meloni, confermato Bonus sociale bollette

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Resta in vigore anche la norma che prevede il bonus sociale bollette per chi soffre di una malattia grave o con un componente del nucleo familiare che ne è affetto e che ha la necessità di apparecchiature elettromedicali vitali per la sopravvivenza.

Novità Assegno Unico

Confermato anche l’Assegno Unico e Universale per i figli che aumenta d’importo. Ci sarà 50% in più nel primo anno e stessa percentuale per tre anni per chi invece ha almeno tre figli a carico.

Altri provvedimenti a sostegno della famiglia sono la Carta risparmio spesa e il taglio dell’Iva su alcuni prodotti. La prima consente alle famiglie con reddito annuale di massimo 15mila euro di poter fare acquisti nei negozi convenzionati e la gestione sarà affidata ai Comuni.

Per quanto riguarda il taglio dell’Iva, inizialmente era previsto l’azzeramento sui beni di prima necessità come pane paste e latte, la norma non è stata introdotta ma si passerà dal 10% al 5% sui beni essenziali per l’infanzia come i pannolini e gli assorbenti per le donne.

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