Bonus Maroni: cos’è l’incentivo che porta il nome dell’ex ministro

Il Bonus Maroni è stato inserito nella Legge di Bilancio del governo: cosa prevede e chi può usufruire dell’agevolazione

Roberto Maroni (screenschot video)

Il giorno successivo all’approvazione della Legge di Bilancio targata governo Meloni, i giornali hanno anche dato la notizia della scomparsa di Roberto Maroni avvenuta a 67 anni. Leghista della prima ora, parlamentare, ex ministro dell’interno e dal 2013 al 2018 governatore della Lombardia, per uno strano destino si è parlato  del bonus che porta il suo nome proprio quel giorno, inserito nella manovra economica.

Nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento, tra i rappresentanti che hanno parlato con i giornalisti c’era anche Giancarlo Giorgetti, ministro dell’economia leghista e amico di Maroni.

L’ha ricordato con commozione dicendo che quella norma molti giornalisti l’avevano attribuita a lui stesso mentre invece era di Maroni. Gliel’aveva anche detto con un messaggio al quale purtroppo l’ex governatore non aveva mai risposto “e questa mattina abbiamo capito il motivo”, ha detto Giorgetti.

Bonus Maroni, come funziona

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Ma cosa prevede? La manovra introduce una norma di pensionamento anticipato, la cosiddetta Quota 103, ma anche quella che appunto prende il nome dell’ex ministro. È un incentivo rivolto ai lavoratori a non lasciare il proprio posto.

In pratica, se si è giunti all’ottenimento dei requisiti per andare in pensione, la legge prevede che si può restare a lavoro con un bonus: il 10% in più sulla busta paga. Attenzione però, quella somma che si ottiene ogni mese in più, non servirà ai fini pensionistici.

In pratica chi sceglie questa via smette di versare contributi, così come il datore di lavoro. Se alla soglia della pensione si è maturato un determinato trattamento pensionistico, restando a lavoro con la maggiorazione del 10%, si andrà comunque in pensione con l’indennità maturata precedentemente.

Questo punto fu introdotto da Maroni ed ebbe validità dal 2004 al 2007 con l’obiettivo di limitare la spesa delle pensioni. Una norma che prende il suo nome perché l’ha ispirata e dopo quasi vent’anni un nuovo governo di centrodestra adotta ancora.

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