Congedo parentale, governo Meloni: un mese in più all’80%

Congedo parentale, il governo nella Legge di Bilancio ha apportato una modifica importante: cosa cambia dal prossimo anno

congedo parentale
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Varata la Legge di Bilancio 2023 con l’approvazione nella serata di lunedì 21 novembre dal Consiglio dei Ministri, inizia ora l’iter parlamentare con i vari emendamenti volta a modificare il provvedimento iniziale.

Il capo del governo Giorgia Meloni spiega i contenuti che ovviamente abbraccia vari temi economici, dal tanto chiacchierato Reddito di Cittadinanza alla proroga delle agevolazioni volute dal precedente esecutivo.

Fondamentali in questo periodo storico anche gli aiuti alle famiglie. Meloni ha rivendicato di aver mantenuto le promesse con questa legge che ha seguito due idee di base: “la crescita e la giustizia sociale”.

Congedo parentale, cosa prevede la nuova legge del governo Meloni

LE NOTIZIE IMPORTANTI DA NON PERDERE OGGI:

Il Presidente del Consiglio si è soffermata in modo particolare sul congedo parentale: “Ho sempre pensato che molte madri non se lo potessero permettere con il 30% della retribuzione”, ha affermato. La legge prevede che è possibile aggiungere un mese di congedo facoltativo retribuito all’80% fino al sesto anno.

L’ha definito un salvadanaio per quando ci saranno momenti economici difficili. La manovra vale 32 miliardi di euro e per la famiglia e sostegno alla natalità sono stati dedicati un 1 e mezzo.

Gli altri interventi per la famiglia

Una misura fondamentale per la famiglia con figli è l’Assegno Unico e Universale che viene aumentato del 50% a tutti per il primo anno di vita del bambino. 50% per tre anni invece per le famiglie numerose.

L’azzeramento dell’Iva sui prodotti alimentari di prima necessità come pane, pasta e latte, a differenza di quanto detto in questi giorni, non è stato inserito ma c’è invece il taglio dell’Iva dal 10% al 5% sui prodotti della prima infanzia come i pannolini e quelli femminili non compostabili come gli assorbenti.

Intervento anche sulle bollette. Prima del governo Draghi lo sconto automatico era previsto per i nuclei con Isee massimo 8mila euro. L’esecutivo dell’ex presidente della Bce lo aveva portato a 12mila euro e ora con sale a 15mila euro. In questo modo aumenta la platea dei beneficiari “ma chiaramente la misura è per quelle più bisognose e vale 9 miliardi di euro”, ha spiegato la premier.