Bonus Edilizia, perquisizioni in tutta Italia: i furbetti con le ore contate

E’ in corso in Italia una vera e propria retata per scovare aziende, professionisti e consumatori che hanno abusato dei Bonus legati al settore dell’Edilizia. Tutti i dettagli

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Bonus Edilizia (Foto Pixabay)

Con l’avvento della pandemia da coronavirus covid-19 il sistema economico italiano è entrato in crisi profonda. A testimoniarlo, in maniere quasi plastica, i dati dell’andamento del Prodotto Interno Lordo sceso dal valore di 2.090 miliardi, del 2019 ai 1860 miliardi del 2020. Nel biennio successivo la risalita è stata lenta e costante, ma le perdite accumulate non sono state azzerate.

Uno dei settori che in questo contesto ha subito più di altri è stato il settore dell’edilizia. Un settore che, nel 2019, era di circa 1.800.000 addetti, 250.000 dei quali hanno perso il lavoro nel 2020. Per questo motivo i vari governi Conte e Draghi, che si sono succeduti alla guida del Paese nel biennio in oggetto, hanno puntato forte sui vari bonus legati all’edilizia per contenere la perdita di lavoro e di valore.

Bonus Edilizia, retata in città

Bonus che, evidentemente, hanno sortito il giusto effetto se è vero che nel 2021 gli addetti del settore erano 1.713.000 con un recupero netto di 130.000 unità rispetto al dato dell’anno di esordio della pandemia.

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Va detto, di contro, che i vari bonus sono finiti spesso, e volentieri, nel mirino delle forze dell’ordine, in particolare della Guardia di Finanza per la gestione allegra, la dove non proprio truffaldini, di diversi attori del processo.

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Il caso di scuola arriva in queste ore dalla Puglia, e precisamente dalla Procura di Lecce che all’inizio della settimana in corso ha autorizzato le Fiamme Gialle a perquisire ed in alcuni casi a sequestrare le sedi legali di svariate imprese attive nel settore dell’edilizia presenti in tutta Italia.

I reati ascritti, tutti legati ad abusi relativi alla concessione dei bonus edilizi, vanno dall’autoriciclaggio, al riciclaggio passando per la truffa semplice e la truffa aggravata ai danni dello Stato italiano.

La Procura della Repubblica di Lecce ha disposto anche il sequestro di beni e conti correnti per un valore di almeno 15 milioni di euro. Sono almeno 70, tra imprese, professionisti e consumatori le posizioni finite sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. Le città maggiormente coinvolte sono Modena, Milano e Salerno.

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