Pensioni 2023, chi a gennaio avrà davvero l’aumento

Pensioni 2023, già dalla prossima indennità sarà possibile ottenere più soldi: quali sono le regole a partire dal nuovo anno

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Nel vortice dell’inflazione i pensionati hanno un piccolo vantaggio a differenze dei liberi professionisti. C’è la rivalutazione automatica, lo strumento che modifica l’importo dell’indennità pensionistica in base al caro-vita.

La legge di Bilancio 2023 ne modifica il meccanismo. Non più tre fasce ma sei e la percentuale minima passa dal 75% al 35%. Ma per avere chiaro il funzionamento del meccanismo bisogna attendere l’approvazione definitiva della legge in discussione in Parlamento. Martedì 27 dicembre il testo approderà in Senato.

Pensioni 2023, cosa cambia a partire dall’anno nuovo

Tra qualche giorno dunque, a gennaio, ci sarà un aumento delle pensioni maggiore rispetto agli ultimi anni. Nel 2022 il tasso di rivalutazione era dell’1,9%, mentre per il 2023 sarà del 7,3%.

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Alla luce di queste novità, vediamo come cambiano gli importi delle pensioni a partire dal prossimo 1 gennaio grazie alla perequazione (altro modo per chiamare la rivalutazione).

La regola – non introdotta dalla Legge di Bilancio – prevede che la rivalutazione al 100% del tasso registrato riguarda chi riceve un assegno che non supera di 4 volte il trattamento minimo, quindi fino ai 2.100 euro.

Al di sopra di tale importo, invece, la rivalutazione è parziale: 90% per gli assegni tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo, 75% per quelli che superano di 5 volte il trattamento minimo.

53% del tasso di rivalutazione per gli assegni che si pongono tra le 5 e le 6 volte il trattamento minimo e 47% per quelli tra le 6 e le 8 volte il trattamento minimo.

E ancora, tasso di rivalutazione al 37% per gli assegni tra le 8 e le 10 volte il trattamento minimo e al 32% per chi supera 10 volte il trattamento minimo.

Il 7,3% non si applica per intero

Ricordiamo però che la percentuale del 7,3% stabilita tramite decreto a novembre scorso non verrà applicata interamente visto che una parte della rivalutazione è stata già attuata ad ottobre. Dunque per chi ha già beneficiato dell’anticipo (chi ha una pensione lorda inferiore a 2.692 euro) il tasso sarà al 5,3%.

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Numeri alla mano, facciamo degli esempi. Chi percepisce una pensione di 1.000 euro riceverà 53 euro in più; chi ogni mese invece riceve 1.500 euro, avrà netto altri 79,50 euro.