Bonus Donne con o senza ISEE: i requisiti

Sembra proprio che la legge di Bilancio 2023 abbia avuto un occhio di riguardo anche per quanto riguarda il gentil sesso.

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Donne (Adobe) – Bonificobancario.it

Come sappiamo, l’anno appena passato si è concluso anche con l’approvazione della legge di Bilancio che è stata preparata, per l’appunto, dal governo Meloni.

Si tratta, quindi, di una Manovra importante che porta con sé svariate tematiche, anche con carattere di urgenza. D’altra parte, l’Italia non sta di certo attraversando un momento storico facile, anzi, al contrario, numerose famiglie sono in una condizione allarmante.

Proprio per questo motivo, l’esecutivo precedente e anche quello attuale, finora, vista l’inflazione e l’abbassamento del potere d’acquisto, ha pensato di erogare una manciata di sostegni economici soprattutto per le fasce più deboli.

In effetti, i bonus, spesso e volentieri, sono arrivati giustappunto a coloro che dispongono di uno stipendio basso, sotto, quindi, una certa soglia. A tal proposito, nelle prossime righe, vorremmo soffermarci sugli altri contributi che sono stati deciso per quest’anno.

In particolare, stavolta, sembra proprio che a essere favorite saranno le rappresentanti del gentil sesso, dato che, secondo fonti attendibili, sarebbero pronti dei sostegni pecuniari per le donne.

Vediamo, allora, nel dettaglio di che cosa si tratta. Anzitutto, cominciamo con l’Assegno unico e universale che da quest’anno aumenta l’importo. L’incremento dovrebbe essere pari a 150 euro.

Le altre agevolazioni

Inoltre, il Governo ha deciso di finanziare nuovamente il piano per la tutela delle donne grazie a una dote finanziaria di oltre 2 milioni di euro.

Il Congedo parentale, quindi, è caratterizzata da sei mesi di congedo e si potrà chiedere un’indennità maggiore all’80 per cento.

Da non dimenticare nemmeno, quindi, Opzione Donna, poichè le donne invalide al 74 per cento, le caregiver e le lavoratrici in genere, nel caso di licenziamento causato dalla crisi economica, sono in gradi di chiedere il pensionamento già a 60 anni d’età con alle spalle trentacinque anni di contributi alle spalle.

Una buona notizia è peraltro anche quella della cosiddetta Carta Risparmio per la quale l’esecutivo ha stanziato ben 500 milioni di euro.

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Ebbene, quest’ultima potrà essere richiesta dalle donne che possiedono un Isee inferiore a 15 mila euro annuali. Altri requisiti, però, probabilmente verranno annunciati in seguito.