Perché Giorgia Meloni è accusata di non aiutare le famiglie

In tempo di crisi economica il venir meno di bonus statali può provocare malcontento tra i cittadini nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni.

Bonus tagliati governo Meloni
(Canva)

Quando si parla di bonus e indennizzi statali, soprattutto in tempo di crisi economica ed energetica, sono molte le famiglie a giovarne. Per questa ragione il fatto che il governo abbia deciso di tagliare il budget a numerosi bonus ha suscitato delle critiche. Il problema, però, è sempre lo stesso: dove trovare i fondi per finanziare manovre di questo tipo quando la questione più impellente rimane quella del caro bollette?

Dei fondi a disposizione per attuare la manovra di bilancio, infatti, la maggior parte è dedicata alla questione del caro energia. Che anche per il 2023 non sembra destinato ad arrestarsi. Per tale ragione il governo ha deciso di tagliare o apportare modifiche sostanziali a molti dei bonus precedentemente previsti. Così come di eliminare il Reddito di Cittadinanza alla fine dell’anno in corso.

Bonus addio: Giorgia Meloni taglia i finanziamenti a questi contri contributi

Tra le misure venute meno vi è sicuramente quella del bonus trasporti, che prevedeva un contributo di 60 euro per l’acquisto di abbonamenti di mezzi pubblici come treni o metropolitana. Addio anche al bonus facciate e parte del contributo previsto dall’ex Superbonus 110% per la riqualificazione energetica degli edifici. Con la nuova manovra il bonus è diventato Superbonus 90%.

Il bonus televisione non è stato rinnovato, così come gli indennizzi una tantum da 150 euro o 200 euro dedicati ad alcune categorie di lavoratori con redditi al di sotto di 20mila o 35mila euro. Per queste e altre ragioni il governo di Giorgia Meloni sta ricevendo molte critiche, soprattutto da parte di chi la accusa di non essere realmente dalla parte delle famiglie in questa delicata fase economica.

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Alcune modifiche sono state apportate anche al bonus cultura: a partire dal 2024 gli studenti potranno accedere alla carta cultura per merito o su base ISEE. La differenza sostanziale rispetto all’attuale bonus è che ad oggi non è prevista alcuna soglia di reddito per gli studenti.